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Questo è il libro scritto dal mio amico sirablog
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ne vale veramente la pena
Ho fatto un sogno.
Lo racconto perché io non sogno mai e quando lo faccio mi piace pensare che sia per un qualche segno del destino.
Un sogno bello… di luce al tramonto… di panorami in discesa… di colline esclusive…
…e solo per noi.
Solo per noi come quel cielo di luce non luce… di stelle che commuovono ed aumentano la percezione.
E la voce di lei che come un manto mi avvolgeva….
Non ricordo le parole… non ricordo quello che diceva….
Ricordo il suono… la melodia… la modulazione che diventava carezza… che diventava un canto di rara bellezza.
Io stavo in silenzio e mi sentivo riempito… non avevo nessun pensiero… nessun sogno.
Godevo di quel momento.
Godevo del suo tenue profumo che diventava un tutto con quella cornice… da sogno.
Godevo del suo sguardo curioso, romantico e dolcemente malinconico.
Godevo del suo essere lì… accanto a me… con me…. e per me.
Godevo di un piccolo momento di “intima intesa”.
Godevo perché ero con lei…
E mi piace pensare che i sogni a volte… si realizzino…
Oggi la prima cosa che mi ha detto la mia più cara amica dopo avermi guardato negli occhi, è stata: “ Allora…uhm…non mentire... hai conosciuto una persona….raccontami tutto và...”… e mi guardava con quel sorrisetto beffardo che tanto mi piace.
Ecco uno dei motivi per il quale la adoro.
Riesce a leggermi dentro come nessun altro.
E poi mi ha donato il più dolce dei massaggi…con olio di agrumi e zagara.
Le sue mani sapienti mi hanno trasmesso tutte le sue energie... tutto il suo amore.
E abbiamo parlato... e abbiamo riso.
E poi silenzi... di quelli ricchi.
Perchè lei è così... e le voglio un bene assoluto.
E quando vado da lei mi sento coccolato…amato.
E questo non ha prezzo.
Ti voglio bene L.
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La vedo nella penombra, appoggiata quasi distrattamente come se dormisse. Alta, snella, i contorni delineati da una quasi luce proveniente chissà da dove. Le curve, le forme…. perfetta!! Quante ore passate ad accarezzarla, a toccarla… quante lacrime versatele sopra… quanti ricordi…! Lei è sempre lì, compagna fedele… forse l’unica! Non c’è ricordo della mia vita dove lei non ci sia. Discreta presenza la sua, non si è mai negata soddisfacendo ogni mia voglia, ogni mio desiderio, ogni mia bramosia.
La mia chitarra, mia da più di trent’anni. Ne possiedo altre, ma lei è la mia. Le altre possono essere mie, ma non le mie. Glielo devo, sono in debito con lei. Lei che mi ha guidato verso gli intricati labirinti del pentagramma, verso i complicati sistemi delle divisioni e delle misure. Mi si dona ogni giorno, mi dà la possibilità di esprimere le mie emozioni.
Si, perché la musica scavalca le barriere umane, i meccanismi razionali. Entra e parte direttamente dal profondo. La musica non si pensa… si sente, e non solo con l’orecchio.
Si sente con il cuore!
Perdonami mia cara Eko Ranger. Perdonami per tutte le volte che ti ho trattato male, per tutte quelle volte che ti ho maledetto, che ho maledetto chi ti aveva inventata, per tutte quelle volte che ti ho fatto toccare, violentare da altri, per tutte quelle volte che ti ho montato corde scadenti castrandoti il suono; Perdonami per tutte le volte che ti ho trascurata, e sono state tante e per tutte le volte che ti ho strapazzato.
Sappi però che sei e rimarrai l’unica, vera, assolutamente mia..... compagna fedele!!
E’ bello alzarsi la mattina presto, quando la luce del sole che nasce non ha ancora preso del tutto il sopravvento sulle ultime ombre della notte lenta ad andare via. Le strade cittadine quasi deserte, un’auto frettolosa con i fari accesi che non si sa se sia più nottambula o mattiniera...i bar aperti da poco che accolgono persone diverse; il popolo della notte che si ritira stanco, assonnato, quasi svogliato e i lavoratori dell’alba che si apprestano ad incominciare la loro dura giornata con una grinta da invidia. Tutti con lo stesso intento…soddisfare il palato con una tazzina di buon caffè caldo e cremoso, denso al punto che lo zucchero affonda con difficoltà galleggiando un po’ prima di sciogliersi ed amalgamarsi in quel nettare gustoso e denso, servito su di una tazzina bollente che ti scotta le dita e le labbra. Tutto ha un fascino particolare, il caos della metropoli è lontano, si crede quasi che non ci possa appartenere. Si apprezza il momento.
Con in bocca il sapore forte del caffè, accendo una sigaretta; la prima della giornata. Ha un sapore diverso…..più mio!
Sarà strano, ma la vita mi ha insegnato ad apprezzare questi piccoli piaceri quotidiani, piccoli, ma immensi . La felicità sta proprio nel sapere apprezzare le piccole cose, e forse si apprezzano di più quando sono state assenti per tanto tempo, troppo tempo!
Strano animale l’uomo. Strano ed affascinante, violento, dolce, realista, sognatore, banale, profondo, intellettuale e molto altro ancora.
Metto in moto la macchina e mi avvio verso il lungomare della plaja ed è bello guidare dolcemente e senza fretta, apprezzando i palazzi ancora assonnati, i negozi ancora chiusi, il camion della raccolta dei rifiuti già all’opera. La palla del sole che comincia ad accecarti è già a mezz’aria tra il mare ed il cielo e la radio suona canzoni lente, colonna sonora della notte appena passata.
Osservo il mare ed ha un colore indefinibile, esclusivo di questa porzione di tempo; grigio in superficie e blu misto a nero di sottofondo, con innumerevoli richiami verdi ed azzurri che si confondono con l’azzurro del cielo e che annullano quasi completamente la linea dell’orizzonte. Che belle emozioni! Mi si gonfia il cuore, divento proprio un saggio di altri tempi. Si, perché chi è il saggio se non colui che realizza il presente, colui cioè che quando vede un sole che nasce gode per le sensazioni che prova da quella vista ed inneggia alla vita!
Mi chiedo come si possa passare così rapidamente da uno stato di confusione ad uno stato di profondo benessere, stato in cui si apprezzano anche le piccole cose quotidiane, cose che si è portati a vedere con una luce diversa. Sarà perché ora tengo saldo nella tasca interna del mio giaccone, uno strumento per me ormai indispensabile: un piccolo telefonino Motorola che attendo vibrare.