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sabato, 26 settembre 2009
d'un orrido orrido


Nascondo

nel margine obliquo

del mio tormento

involucri

pervasi

dalle spine di amianto

del mio peggiore incubo

 

Turpe d’essenza

non v’è certezza

nella mia ossessione

ne mai ci sarà

 

Così

l’acre sapore

del mio sudore

investe di dubbio

ogni secondo

di queste notti

d’atrocità ed insonnia

rendendole eterne

 

Intrigo elegante

perfezione d’intesa

estrema fusione

di anime affini

 

Folle idiozia

stupido abbaglio

un’insensata illusione

al color d’utopia

 

Basta il soffio

vago

di un gelido vento

d’incongruenza

per essere cancellato

come vapore

e scomparire

nel nulla

 

In quest’anamnesi

d’assurdo

anche il respiro

ferma il suo corso

annullando la vita

 

e m’assale

senza fine

l’agghiacciante vuoto  

d’un orrido orrido

in un immenso

più grande

 

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Scritto da: ppneumos alle ore 23:50 | link | commenti (23) | categoria: deliri, pazzia, dolore, vuoto, amarezza
mercoledì, 05 agosto 2009
un matto

Ci sono dei momenti in cui mi sento così… proprio così

Un matto… un pazzo… un povero folle

Guardo la gente intorno a me e mi sento additato… nella mia diversità

La passione… il fuoco… la mia follia… a che servono??

Non serviranno pure ad un cazzo ma fanno parte di me... e mi piacciono

Sensibilità dicono… ma sensibilità di che?

La verità è che sono solo un povero pazzo... ma sono contento di esserlo

e la mia pazzia l’ho espressa tutta con fiumi… mari… oceani di parole scritte e dette

colline... montagne intere di minkiate

parole e minkiate che si sono infrante contro muri di “normalità” così distanti da me…

e continuo sempre per la stessa strada di follia e me ne fotto

imperterrito

e felice di esserlo

In fondo non mi sento nemmeno così solo... perché si sa…

dietro ad ogni matto c’è sempre un villaggio che lo ha reso tale jokergifod2

Tu prova ad avere un mondo nel cuore
e non riesci ad esprimerlo con le parole,

e la luce del giorno si divide la piazza
tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa,

e neppure la notte ti lascia da solo:
gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro

E sì, anche tu andresti a cercare
le parole sicure per farti ascoltare:
per stupire mezz'ora basta un libro di storia,
io cercai di imparare la Treccani a memoria,
e dopo maiale, Majakowsky, malfatto,
continuarono gli altri fino a leggermi matto.

E senza sapere a chi dovessi la vita
in un manicomio io l'ho restituita:
qui sulla collina dormo malvolentieri
eppure c'è luce ormai nei miei pensieri,
qui nella penombra ora invento parole
ma rimpiango una luce, la luce del sole.

Le mie ossa regalano ancora alla vita:
le regalano ancora erba fiorita.
Ma la vita è rimasta nelle voci in sordina
di chi ha perso lo scemo e lo piange in collina;
di chi ancora bisbiglia con la stessa ironia
"Una morte pietosa lo strappò alla pazzia".

                                            

                                                               Fabrizio De Andrè

Scritto da: ppneumos alle ore 13:52 | link | commenti (28) | categoria: deliri, pazzia, canzone
martedì, 14 luglio 2009
Comfortably Numb (Piacevolmente insensibile)

Ehi
C'è qualcuno lì dentro?
Se mi senti fa' un cenno
C'è qualcuno in casa?
Dai, vieni
Sento che sei depresso
Posso alleviarti il dolore
E rimetterti in piedi

Rilassati
Prima di tutto mi servono informazioni
Solo i fatti essenziali
Fammi vedere dove ti fa male

Il dolore è sparito, ti stai come allontanando
Pennacchio di fumo d'una nave all'orizzonte
Ritorni indietro solo a ondate
Le tue labbra si muovono ma non sento che dici
Da bambino ho avuto una febbre
Mi sentivo due mani come palloni
Adesso provo di nuovo quella sensazione
Non so spiegartelo, non capiresti
Questo non sono io
Sono diventato... piacevolmente insensibile


Va bene
Solo una punturina
E non piangerai più

Ma può darsi che avrai un po' di nausea
Ce la fai a stare in piedi?
Ce la faccio, forse funziona, bene
Ti terrà in piedi per tutto lo spettacolo
Dai, è ora di andare

Il dolore è sparito ti stai come allontanando
Pennacchio di fumo d'una nave all'orizzonte
Ritorni indietro solo a ondate
Le tue labbra si muovono ma non sento che dici
Da bambino colsi
Con la coda dell'occhio
Un fuggevole movimento
Mi girai a guardare ma era sparito
Non riesco ad afferrarlo adesso
Il bambino è cresciuto
Il sogno è finito
E io sono diventato...
Piacevolmente insensibile

Roger Waters and David Gilmour

Scritto da: ppneumos alle ore 18:46 | link | commenti (59) | categoria: musica, ricordi, deliri, pazzia, canzone
lunedì, 13 luglio 2009
oppressione

Respiro

l’odore putrido

delle mie notti d’inferno

e i fantasmi

che riaffiorano feroci

dalla ripugnanza

dei miei ricordi di sabbia

mi massacrano

lo sterno

come i tagli

di un pugnale di cristallo.

Lenta e inutile

come orpello

la mia maschera felice

mi deforma il volto

in un ghigno

di disperazione

travestita

da tragica compiacenza.

Mi agito

come mille serpenti

di amianto

cercando

una tregua

che non risponde.

Vivere o morire

da coglioni

l’antico dilemma

disperato

di ogni inquietudine.

Ma forse

proprio per questo

non me ne fotte un cazzo.

Adesso

l’unico senso possibile

l’unico vero bisogno

è riempire il baratro

vuoto

del mio bicchiere


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Scritto da: ppneumos alle ore 21:49 | link | commenti (43) | categoria: deliri, pazzia, angosce
domenica, 07 giugno 2009
il non senso

Mi accanisco nell’analisi del senso

ossessionato dal concetto d’assillo

che come un tarlo

fomenta il mio dubbio.

Può il pensiero fustigare l’anima

in questa assurda ricerca

tra essenza e sostanza

tra forma e materia

nell’ambizione sciocca

di realizzare

la visione onirica

di un infinito oltre l’orizzonte?

Può il dolore esserne “percorso” di riscatto?

Nel buio delle mie notti insonni

mi aggiro con la mente

per questi vani tracciati pleonastici

subendone l' incongruo fascino.

Inerme

non ho voglia né forza per difendermi da questo

non ho forza né voglia di lottare per questo

La mente sanguina

Il mio cuore è infetto

Le idee tagliano come lame

aiutate dalla meschinità delle mie miserie

oltre che da qualche bicchiere di troppo.

Galleggio impotente

in questo spazio

senza sfondo né figura

aspirando ad una definizione

ma vivendo la mimesi

dell’uomo imperfetto

L'unico mio sostegno

è la speranza

che il dubbio

alimenti ancora

l’esigenza della ricerca

nonostante tutto


labirinto

Scritto da: ppneumos alle ore 21:26 | link | commenti (25) | categoria: elucubrazioni, deliri, pazzia, idee, minchiate colossali
mercoledì, 20 maggio 2009
paradise city

Ti guardo annoiata e bellissima

L’attillato vestito nero ti esalta le forme sinuose e le tue movenze assumono il portamento di una danza afrodisiaca

Quanto sei sexy

E quelle gambe… le tue gambe

la loro sensualità è accentuata dallo spacco vistoso del vestito e dall’erotico ornamento delle tue calze nere

Reduci da un'elegante e trasgressiva nottata naif, osservo la tua eccitante eleganza accarezzata dalla tenue luce di un lampione

I miei occhi si soffermano  sull’ombra delle tue cosce mentre apro la portiera della mia potente Z4 cabrio, cedendoti il passo.

Un desiderio di follia pian piano prende possesso della mia mente e, per darmi un tono, accendo una sigaretta prendendo il pacchetto dalla tasca dello smoking.

Ho caldo piccola” ti dico mentre mi sbottono il colletto della camicia

Avvio il motore ed il suo rombo possente mi inebria come il litro di Nebbiolo che ormai circola nelle nostre vene... e la bottiglia ormai vuota riposa stanca tra le tue gambe.

Le quattro del mattino, e le strade sono poco frequentate anche nelle grandi città del sud.

Ti guardo malizioso mentre la mia mano ti accarezza tra le gambe.

Accendi lo stereo e le note di un vecchio cd dei Guns’n roses aumenta l’adrenalina.

Adesso sei tu che mi tocchi tra le gambe mentre io accelero, spingendo il potente motore della mia bmw cabrio fuori misura

Eccitato dalla tua arte perversa premo sull’acceleratore, sentendomi dentro un videogame.

Padroni della notte e della strada…

Padroni dei sensi

Folli di noi

Gli alberi della circonvallazione sfrecciano in modo assurdo

180… 190… 200 km all’ora

Ormai non capisco più nulla mentre la sapienza della tua lingua agisce sul mio membro eccitato come non mai.

210… 220… “sei spettacolare bambina” ti dico urlando di eccitazione

La tua lingua su di me… la velocità… gli alberi che sfrecciano velocissimi… i fari… gli occhi bagnati...  e, nello specchietto retrovisore, un’intermittenza blu.

Cazzo cazzo cazzo” grido spingendo ancora di più sull’acceleratore.

Aumento  il volume dello stereo a palla…“Take me down To the paradise city Where the grass is green And the girls are pretty… Take me home…” urlano i Guns….

Portami nella “città paradiso” amore mio

La tua bocca è il paradiso... e la mia follia ne costituisce il contorno

Take me down To the paradise city Where the grass is green And the girls are pretty… Take me home…" urlano i Guns….dallo stereo assordante

A palla… per non sentire le sirene della polizia che ci insegue… dietro di noi

Scritto da: ppneumos alle ore 16:12 | link | commenti (37) | categoria: musica, pazzia, eros, sesso, follia, dedica, adrenalina
lunedì, 11 maggio 2009
deliri di speranza

Lentamente
ritorna angoscia
nella mia vita
tormentata
dal non senso
apparendo
come sabbie mobili
ad inghiottire
sogni e sangue.
Demoni infernali
popolano
le mie notti sudate
danzando
senza suoni
attorno ad un cerchio
di fuoco maligno.
Ho divorato
il mio cuore
in una notte
senza luna
vendendo l’anima
al miglior offerente
Ricominciare
occorre
edificando castelli
con granelli
di utopia.
Qui nel mio spazio
che sa
di metadone
riprenderò
a vivere
sorseggiando speranza.
Io che tacere
non posso


FlordeSangre
Scritto da: ppneumos alle ore 20:16 | link | commenti (16) | categoria: poesia, elucubrazioni, paranoie, deliri, pazzia
domenica, 10 maggio 2009
mondo di merda

mosca morta2Succede che a volte non mi rendo conto delle cose e monto un mondo parallelo che serve soltanto ad alimentare sogni ed illusioni

 

Anche a me piacciono le favole… il mio mondo parallelo

 

Un mondo immaginario in cui non esiste la realtà… o se esiste è soltanto accennata

 

Ma i sogni crollano… e le illusioni non servono ad un cazzo

 

Basta poco per svegliarsi in fondo… davvero poco

 

Una frase letta per sbaglio… una sensazione… il canto di una canzone

 

Poco

 

Ma io sono una testa di cazzo e continuo a crederci… nonostante tutto

 

E faccio come quei mosconi stupidi che continuano a sbattere la testa contro il vetro di una finestra cercando una libertà che è solo mera illusione

 

E ci sbattono fino a morire… poveri idioti

 

Ecco, io sono così

Uno stupido moscone che non si rende conto che tra la realtà ed i sogni c’è una spessa lastra di vetro insuperabile...  e che proprio per questo diventa “assassina”...  se uno continua a sbatterci la testa contro

 

E non basta mezza bottiglia di tequila per far passare l’amarezza

 

E non basta scrivere minchiate su un blog per esorcizzare il profondo senso di vuoto e di fallimento

 

C’è chi scrive paragonandosi a Kant, chi ad un dio, chi sente il bisogno di sminuire i sentimenti di altri di fronte al mondo degli stronzi per non apparire debole… e chi come me si paragona ad uno stupido moscone testa di cazzo che continua a sbattere contro il vetro delle proprie illusioni fino a che morte non sopraggiunga

 

E vissero tutti felici e contenti

Scritto da: ppneumos alle ore 09:46 | link | commenti (14) | categoria: deliri, pazzia, amarezza, mondo di merda
venerdì, 08 maggio 2009
ho ancora la forza
“Ho ancora la forza di starvi a raccontare
le mie storie di sempre, di come posso amare,
di tutti quegli sbagli che per un
motivo o l'altro so rifare...”
 
Questa è la mia vita.  
Una vita fatta di sbagli… tanti… troppi sicuramente

Il mio animo perverso di spietata ferocia si è macchiato… come il fango

Sono immondo … lo sono sempre stato

Ho conosciuto la galera e lo sguardo d’orrore della morte

Ho conosciuto la violenza

Ho conosciuto cose che voi gente perbene non riuscite nemmeno ad immaginare

Ma ogni singolo sbaglio è sempre stato vissuto con tutto me stesso
con la passione e l’intensità che mi contraddistinguono
Senza rimorsi o rimpianti
Senza tirarmi indietro… mai
E’ la mia vita… la vita che ho scelto
Una vita intensa… fatta di rabbia e passione
Ma ho ancora la forza di amare senza misura
Donandomi completamente... con coraggio e dedizione
Perchè è l'amore e solo l'amore che da senso a questo mondo
Perchè è l'amore e solo l'amore che da la forza di vivere ancora
L'amore e solo l'amore che da la vita
L'amore e solo l'amore che è vita
L'amore e solo l'amore l'unico senso possibile
 
“Ho ancora la forza di non tirarmi indietro,
di scegliermi la vita masticando ogni metro,
di far la conta degli amici andati e dire:
"Ci vediam più tardi ..."”
 
Me la sento ancora dentro questa forza
Violenta… feroce…. Prepotente

La forza di mettermi ancora in gioco … completamente 
La forza ed il coraggio di scegliere il cammino della mia vita giorno dopo giorno, 
alla faccia di ogni perbenismo ipocrita e di ogni logica razionale possibile
Ho ancora voglia di latrarla forte la mia rabbia

E non me ne fotte un cazzo

Ho ancora voglia e coraggio di vivere la mia follia

Intensamente…  fino all’ultimo respiro, sempre

 

“E ho ancora la forza di chiedere anche scusa
o di incazzarmi ancora con la coscienza offesa,
di dirvi che comunque la mia parte
ve la posso garantire...”
 

Le mie mani sangue hanno pestato… e ancora lo faranno

Però riconosco i miei sbagli e non mi tiro mai indietro

anche se questo potrebbe manifestare un’apparente debolezza

che invece io vedo come una grande forza.

Passione sempre e comunque…. In tutte le mie cose
Rabbia e impulsività focosa di uno che però affronterà sempre le cose a muso duro 
con coraggio
senza mai voltare le spalle
L'onta del tradimento non mi appartiene e mai mi apparterrà
Questa è la mia vita... la vita che ho scelto
E non mi tirerò indietro… mai
sino al mio ultimo giorno in questo mondo
Scritto da: ppneumos alle ore 10:08 | link | commenti (14) | categoria: pazzia, considerazioni, canzone, passione
sabato, 25 aprile 2009
frammenti di vita

08_01_2009_0993411001231433393_msnbcBriciole

La mia vita è fatta di briciole

Frammenti di esistenza rapinati ad un progetto differente

Brandelli di piccole illusioni rubate alla realtà di altri

E come un questuante o un ladro mi aggiro alla ricerca di sparuti brandelli di illusoria felicità

Illusione

E’ solo una assurda illusione

Briciole di illusione di cui forse ho bisogno

Un’esigenza necessaria…

per sentirmi ancora vivo

Malgrado tutto

Comincia così la mia mattina di questo giorno di festa

Non c'è male davvero

Scritto da: ppneumos alle ore 08:28 | link | commenti (10) | categoria: riflessioni, elucubrazioni, deliri, pazzia, considerazioni


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