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per questo premio
grazie a attimideterno
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grazie all'amico sirablog
per il premio
Grazie di cuore a
per la loro amicizia
Questo è il libro scritto dal mio amico sirablog
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ne vale veramente la pena
Vieni qua, vieni qua, che ti dovevo dire
tutte quelle cose che, cose che,
non hai voluto
sentire, soffrire, godere o finire.
Vieni qua, vieni qua, sempre la stessa storia
un equilibrio instabile,
instabile,
che crolla al vento di una nuova gloria,
l’amore si odia.
Ah, se fosse così facile, ah,
se fosse ancora innamorato di me
ed ogni petalo, sai,
si finge di essere una rosa
per ogni goccia vorrei diluvio sopra ogni cosa
ma tu non meriti più un battito di questa vita
per tutto quello che conta, se conta, sei come colla tra le dita.
Vieni qua, vieni qua, io ti volevo bene,
ma riparlarne è inutile,
inutile,
non ha più senso
pensarti, capire, provare o sparire
Vieni qua, vieni qua, le solite parole
di un sentimento fragile,
fragile,
come l’asfalto consuma la suola,
l’amore si odia.
ah, se fosse tutto facile
ah, se fosse ancora innamorata di te
ed ogni petalo sai
si finge di essere una rosa
per ogni goccia vorrei
diluvio sopra ogni cosa
ma tu non meriti più un battito di questa vita
che tutto quello che conta
se conta
sei come colla sulle dita
ed ogni petalo, sai,
si finge di essere una rosa
per ogni goccia vorrei diluvio sopra ogni cosa
ogni cosa
ma tu non meriti più un attimo della mia vita
per tutto quello che conta
se conta,
sei la mia impronta sulle dita.
“This is the end
The end of our elaborate plans
The end of everything that stands
The end
No safety or surprise
The end
I'll never look into your eyes again
Can you picture what will be
So limitless and free
Desperately in need of some stranger's hand
In a desperate land”
Questa è la fine
la fine dei nostri piani elaborati,
la fine di ogni cosa stabilita,
la fine
né salvezza o sorpresa,
la fine
non guarderò nei tuoi occhi... mai più
puoi immaginarti come sarà
così senza limiti e libero
disperatamente bisognoso di una mano straniera
in un paese disperato
Mi uccidono come napalm i miei pensieri di plastica
Domande su domande…
ricordi…
parole…
emozioni non più condivise o condivisibili…
pulsioni che resteranno incompiute e sospese come il fumo che mi annienta …
sogni infranti come vetri distrutti sul muro dell’indifferenza
Immagini che fanno male più dei miei liquori inquinati
Domande per le quali non esiste nessuna risposta…
ne mai ci sarà
Perché non esiste ragione sulla terra dei se e dei ma
Nessuna ragione possibile
Soltanto questo sapore di solitudine profonda che mi impasta la bocca e mi scortica l’anima
Ancora una volta
Solo
In questo mondo falso di manichini di terracotta
Solo
con il mio destino orrendo
Solo
senza più forza per oppormi agli eventi
Non c’è più spazio per me in questo mondo
Adesso lo so
E’ la fine
“This is the end
It hurts to set you free
But you'll never follow me
The end of laughter and soft lies
The end of nights we tried to die
This is the end”
Questa è la fine
mi fa male liberarti
ma tu non mi seguirai mai
la fine delle risate e delle dolci bugie
la fine delle notti in cui tentammo di morire
Questa è la fine
Nascondo
nel margine obliquo
del mio tormento
involucri
pervasi
dalle spine di amianto
del mio peggiore incubo
Turpe d’essenza
non v’è certezza
nella mia ossessione
ne mai ci sarà
Così
l’acre sapore
del mio sudore
investe di dubbio
ogni secondo
di queste notti
d’atrocità ed insonnia
rendendole eterne
Intrigo elegante
perfezione d’intesa
estrema fusione
di anime affini
Folle idiozia
stupido abbaglio
un’insensata illusione
al color d’utopia
Basta il soffio
vago
di un gelido vento
d’incongruenza
per essere cancellato
come vapore
e scomparire
nel nulla
In quest’anamnesi
d’assurdo
anche il respiro
ferma il suo corso
annullando la vita
e m’assale
senza fine
l’agghiacciante vuoto
d’un orrido orrido
in un immenso
più grande

Voglio un amore doloroso, lento,
che lento sia come una lenta morte,
e senza fine (voglio che più forte
sie della morte) e senza mutamento.
Voglio che senza tregua in un tormento
occulto sien le nostre anime assorte;
e un mare sia presso a le nostre porte,
solo, che pianga in un silenzio intento.
Voglio che sia la torre alta granito,
ed alta sia così che nel sereno
sembri attingere il grande astro polare.
Voglio un letto di porpora, e trovare
in quell'ombra giacendo su quel seno,
come in fondo a un sepolcro, l'Infinito.
Gabriele D'Annunzio
La cosa più triste in assoluto è guardare il mondo da dietro il vetro di una finestra.
Guardarlo attentamente in tutto il suo splendore,
osservare ogni minimo dettaglio
ogni particolare interessante
Goderne dei colori e del loro calore
vedere tutto il bello di ogni singola cosa
assaporarne il risveglio
sentirne il fuoco…l’ardore…. la passione
e provare l'angoscia di una solitudine profonda che ti massacra l'anima.
Guardare muto nel tuo dolore tutto questo splendore di passione che non ti appartiene
Perché il mondo questo è…
Passione
Una passione a volte repressa o non gestita che ha voglia di uscire ma che non trova forme e modi di sbocco.
Questo è il mondo come lo vedo io… il mio mondo.
La tristezza sta nell’essere al di qua del vetro di una finestra…
spettatore passivo di un sogno che ancora vivi
spettatore passivo di un sogno che contribuisci ad alimentare
spettatore passivo tuo malgrado
Perché senti comunque vibrare la passione…
e vedi cose che la passione non conosce…
o non vuole riconoscere
Cerchi di afferrare il mondo con le mani…
ma trovi il freddo glaciale di un vetro stupidamente e senza motivo troppo massiccio.
Ed ecco che rientri nel ruolo passivo dello spettatore... confinato
Spettatore di un sogno che vedi fremere e sbocciare
Spettatore di un sogno che sai poter essere ancora tuo, ma che non lo sarà solo per il capriccio di un attimo
Spettatore dimenticato…
Spettatore ferito...
Spettatore disperato...
Spettatore deluso...
Spettatore pagante... del sogno di un’altro
Sono stanco adesso
Stanco di pensieri… di domande…
Stanco di aspettare risposte che non arriveranno mai
Sono stanco di tutto adesso
Non ho più stimoli ne interessi
Stanco
Stanco di una stanchezza immensa che è abisso
Voragine
Baratro del niente
Stanco e sconfitto adesso
Mi siedo sul ciglio della strada
senza pensieri…
ne riposo…
Non voglio soldi
Ne cibo
Non voglio sorrisi
Non voglio un cazzo
Non aspetto nessuno
Nessuno
Io…ed il nulla
Io sono uno che ha bisogno di comunicare quello che ha dentro
Sono fatto così
Non riesco mai a trattenere per me le emozioni che provo
Sia quelle belle
Sia quelle brutte
Le comunico con parole semplici
o cerco di farlo
Sono me stesso
Senza calcoli o strategie
Senza pensare che quello che dico mi scopre il fianco…
lasciandomi indifeso
Un bersaglio troppo facile per essere colpito
Troppo
Il fatto è che questa mia eccessiva sincerità mi si rivolta contro
Sempre
Perché in fondo le cose troppo evidenti fanno puzza di bruciato
Sono poco credibili
“Dire dire dire…
a caso…così...
tanto per dire…
perché ci sta”…
e poi
“E’più credibile chi dice poco o niente, ma al momento giusto”.
Questo si pensa
E quello che brucia di più è che a pensarlo…
è proprio chi ti conosce bene
e sa altrettanto bene…
che non è così.
Tutto nasce
Tutto cresce
Tutto si trasforma
Tutto si allenta
Tutto cambia
Tutto trova una collocazione logica
Tutto finisce
Tutto muore
Tutto passa
Ma allora cosa cazzo resta??
Cos’è quest’angoscia che mi prende lo stomaco…
Che mi fa inciampare il respiro…
Questa forza che mi spinge a fare le cose più assurde
Incurante degli effetti
Incurante delle conseguenze
Per non sentire
Per non capire…
E vorresti solo sparire nel nulla
Sprofondare in un abisso senza luce ne fondo
Perché in fondo le cose si ripetono sempre
Ciclicamente
Ed è un’altalena continua
Un Sali e scendi che logora
Logora
E devasta
Continuamente
Ciclicamente
inevitabilmente
E lentamente uccide
Lo sguardo perso nel vuoto che osserva distrattamente il fumo lento della mia sigaretta che sale…e sale… lento… lento
La mia musica riempie la stanza e mi frusta l’anima
Anche lei lenta…triste…esageratamente triste
Non so dire a cosa penso esattamente
Migliaia di pensieri…veloci
Veloci come fari che superano sull’autostrada di notte
E poi l’attesa
Questa attesa che rompe le mie ossa
Le frantuma
Questa attesa che mi dilania le membra
Che frusta a sangue la mia anima
Attimo per attimo!!!
Terrorizzato dalle conseguenze aspetto un segnale che non arriva