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mercoledì, 04 novembre 2009
relatività e deliri

Fermo

Muto osservatore degli eventi

Impassibile

Soggiaciuto

Piegato

soccombente

arreso

 

Chi mi conosce dice che ho grosse difficoltà ad accettare quello che non capisco

e sicuramente è vero

Testardo e cocciuto di un siciliano

Me ne vado a morire per le idee in cui credo

fino a farmi male e senza arrendermi mai

nemmeno di fronte alle evidenze

 

Fatti… persone… idee… opinioni differenti…

Tutto è interessante… ma non determinante

 

La lotta è bella ed io so lottare senza paura

Sempre

 

Ma adesso sono in un periodo strano che capisco poco

mi sento in un tunnel

Come se fossi sull’orlo di un burrone con le mani sudate e scivolose

Mani che non riescono più ad avere presa

inefficaci

Braccia senza forze

Proprio nel momento in cui, probabilmente, mi sarebbe servito averne

 

Resto immobile a guardare il mondo da dietro il filo spinato che mi rende schiavo

Sovrastato da pensieri ed angosce che prostrano la volontà

Giocherello con le spine del mio delirio… pungendomi le dita

Nessun dolore disturba la mia astenia

 

Pensieri tanti

Ricordi

Deliri

Voglie

Innumerevoli voglie inespresse ed inesprimibili

 

Ho ucciso la mia maschera tanto tempo fa

e mi sento terribilmente a rischio

Chi potrà salvarmi adesso dalla mia determinazione…

Chi potrà salvarmi da me stesso…

 

Da sempre ogni vittoria mi ha lasciato in bocca il sapore amaro della sconfitta

Così come le sconfitte qualche volta si sono rivelate essere delle vittorie

Relatività di questo cazzo di vita

 

Ho tanta voglia di arrendermi… ma non ci riescopazzo

 

 

 

Scritto da: ppneumos alle ore 17:48 | link | commenti (6) | categoria: riflessioni, elucubrazioni, deliri, considerazioni, domande, follia
domenica, 01 novembre 2009
this is the end

997d649e561022e1f8ba212085ffc262“This is the end
The end of our elaborate plans
The end of everything that stands
The end
No safety or surprise
The end
I'll never look into your eyes again
Can you picture what will be
So limitless and free
Desperately in need of some stranger's hand
In a desperate land”

 

Questa è la fine

la fine dei nostri piani elaborati,

la fine di ogni cosa stabilita,

la fine
né salvezza o sorpresa,

la fine
non guarderò nei tuoi occhi... mai più
puoi immaginarti come sarà
così senza limiti e libero
disperatamente bisognoso di una mano straniera
in un paese disperato

 

Mi uccidono come napalm i miei pensieri di plastica

Domande su domande…

ricordi…

parole…

emozioni non più condivise o condivisibili…

pulsioni che resteranno incompiute e sospese come il fumo che mi annienta …

sogni infranti come vetri distrutti sul muro dell’indifferenza

Immagini che fanno male più dei miei liquori inquinati

Domande per le quali non esiste nessuna risposta…

ne mai ci sarà

Perché non esiste ragione sulla terra dei se e dei ma

Nessuna ragione possibile

Soltanto questo sapore di solitudine profonda che mi impasta la bocca e mi scortica l’anima

Ancora una volta

Solo

In questo mondo falso di manichini di terracotta

Solo

con il mio destino orrendo

Solo

senza più forza per oppormi agli eventi

Non c’è più spazio per me in questo mondo

Adesso lo so

E’ la fine


“This is the end
It hurts to set you free
But you'll never follow me
The end of laughter and soft lies
The
end of nights we tried to die
This is the end”

 

Questa è la fine
mi fa male liberarti
ma tu non mi seguirai mai
la fine delle risate e delle dolci bugie
la fine delle notti in cui tentammo di morire
Questa è la fine

 

Scritto da: ppneumos alle ore 10:30 | link | commenti (8) | categoria: deliri, dolore, vuoto, amarezza, mondo di merda
sabato, 26 settembre 2009
d'un orrido orrido


Nascondo

nel margine obliquo

del mio tormento

involucri

pervasi

dalle spine di amianto

del mio peggiore incubo

 

Turpe d’essenza

non v’è certezza

nella mia ossessione

ne mai ci sarà

 

Così

l’acre sapore

del mio sudore

investe di dubbio

ogni secondo

di queste notti

d’atrocità ed insonnia

rendendole eterne

 

Intrigo elegante

perfezione d’intesa

estrema fusione

di anime affini

 

Folle idiozia

stupido abbaglio

un’insensata illusione

al color d’utopia

 

Basta il soffio

vago

di un gelido vento

d’incongruenza

per essere cancellato

come vapore

e scomparire

nel nulla

 

In quest’anamnesi

d’assurdo

anche il respiro

ferma il suo corso

annullando la vita

 

e m’assale

senza fine

l’agghiacciante vuoto  

d’un orrido orrido

in un immenso

più grande

 

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Scritto da: ppneumos alle ore 23:50 | link | commenti (23) | categoria: deliri, pazzia, dolore, vuoto, amarezza
mercoledì, 05 agosto 2009
un matto

Ci sono dei momenti in cui mi sento così… proprio così

Un matto… un pazzo… un povero folle

Guardo la gente intorno a me e mi sento additato… nella mia diversità

La passione… il fuoco… la mia follia… a che servono??

Non serviranno pure ad un cazzo ma fanno parte di me... e mi piacciono

Sensibilità dicono… ma sensibilità di che?

La verità è che sono solo un povero pazzo... ma sono contento di esserlo

e la mia pazzia l’ho espressa tutta con fiumi… mari… oceani di parole scritte e dette

colline... montagne intere di minkiate

parole e minkiate che si sono infrante contro muri di “normalità” così distanti da me…

e continuo sempre per la stessa strada di follia e me ne fotto

imperterrito

e felice di esserlo

In fondo non mi sento nemmeno così solo... perché si sa…

dietro ad ogni matto c’è sempre un villaggio che lo ha reso tale jokergifod2

Tu prova ad avere un mondo nel cuore
e non riesci ad esprimerlo con le parole,

e la luce del giorno si divide la piazza
tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa,

e neppure la notte ti lascia da solo:
gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro

E sì, anche tu andresti a cercare
le parole sicure per farti ascoltare:
per stupire mezz'ora basta un libro di storia,
io cercai di imparare la Treccani a memoria,
e dopo maiale, Majakowsky, malfatto,
continuarono gli altri fino a leggermi matto.

E senza sapere a chi dovessi la vita
in un manicomio io l'ho restituita:
qui sulla collina dormo malvolentieri
eppure c'è luce ormai nei miei pensieri,
qui nella penombra ora invento parole
ma rimpiango una luce, la luce del sole.

Le mie ossa regalano ancora alla vita:
le regalano ancora erba fiorita.
Ma la vita è rimasta nelle voci in sordina
di chi ha perso lo scemo e lo piange in collina;
di chi ancora bisbiglia con la stessa ironia
"Una morte pietosa lo strappò alla pazzia".

                                            

                                                               Fabrizio De Andrè

Scritto da: ppneumos alle ore 13:52 | link | commenti (28) | categoria: deliri, pazzia, canzone
martedì, 14 luglio 2009
Comfortably Numb (Piacevolmente insensibile)

Ehi
C'è qualcuno lì dentro?
Se mi senti fa' un cenno
C'è qualcuno in casa?
Dai, vieni
Sento che sei depresso
Posso alleviarti il dolore
E rimetterti in piedi

Rilassati
Prima di tutto mi servono informazioni
Solo i fatti essenziali
Fammi vedere dove ti fa male

Il dolore è sparito, ti stai come allontanando
Pennacchio di fumo d'una nave all'orizzonte
Ritorni indietro solo a ondate
Le tue labbra si muovono ma non sento che dici
Da bambino ho avuto una febbre
Mi sentivo due mani come palloni
Adesso provo di nuovo quella sensazione
Non so spiegartelo, non capiresti
Questo non sono io
Sono diventato... piacevolmente insensibile


Va bene
Solo una punturina
E non piangerai più

Ma può darsi che avrai un po' di nausea
Ce la fai a stare in piedi?
Ce la faccio, forse funziona, bene
Ti terrà in piedi per tutto lo spettacolo
Dai, è ora di andare

Il dolore è sparito ti stai come allontanando
Pennacchio di fumo d'una nave all'orizzonte
Ritorni indietro solo a ondate
Le tue labbra si muovono ma non sento che dici
Da bambino colsi
Con la coda dell'occhio
Un fuggevole movimento
Mi girai a guardare ma era sparito
Non riesco ad afferrarlo adesso
Il bambino è cresciuto
Il sogno è finito
E io sono diventato...
Piacevolmente insensibile

Roger Waters and David Gilmour

Scritto da: ppneumos alle ore 18:46 | link | commenti (59) | categoria: musica, ricordi, deliri, pazzia, canzone
lunedì, 13 luglio 2009
oppressione

Respiro

l’odore putrido

delle mie notti d’inferno

e i fantasmi

che riaffiorano feroci

dalla ripugnanza

dei miei ricordi di sabbia

mi massacrano

lo sterno

come i tagli

di un pugnale di cristallo.

Lenta e inutile

come orpello

la mia maschera felice

mi deforma il volto

in un ghigno

di disperazione

travestita

da tragica compiacenza.

Mi agito

come mille serpenti

di amianto

cercando

una tregua

che non risponde.

Vivere o morire

da coglioni

l’antico dilemma

disperato

di ogni inquietudine.

Ma forse

proprio per questo

non me ne fotte un cazzo.

Adesso

l’unico senso possibile

l’unico vero bisogno

è riempire il baratro

vuoto

del mio bicchiere


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Scritto da: ppneumos alle ore 21:49 | link | commenti (43) | categoria: deliri, pazzia, angosce
domenica, 07 giugno 2009
il non senso

Mi accanisco nell’analisi del senso

ossessionato dal concetto d’assillo

che come un tarlo

fomenta il mio dubbio.

Può il pensiero fustigare l’anima

in questa assurda ricerca

tra essenza e sostanza

tra forma e materia

nell’ambizione sciocca

di realizzare

la visione onirica

di un infinito oltre l’orizzonte?

Può il dolore esserne “percorso” di riscatto?

Nel buio delle mie notti insonni

mi aggiro con la mente

per questi vani tracciati pleonastici

subendone l' incongruo fascino.

Inerme

non ho voglia né forza per difendermi da questo

non ho forza né voglia di lottare per questo

La mente sanguina

Il mio cuore è infetto

Le idee tagliano come lame

aiutate dalla meschinità delle mie miserie

oltre che da qualche bicchiere di troppo.

Galleggio impotente

in questo spazio

senza sfondo né figura

aspirando ad una definizione

ma vivendo la mimesi

dell’uomo imperfetto

L'unico mio sostegno

è la speranza

che il dubbio

alimenti ancora

l’esigenza della ricerca

nonostante tutto


labirinto

Scritto da: ppneumos alle ore 21:26 | link | commenti (25) | categoria: elucubrazioni, deliri, pazzia, idee, minchiate colossali
mercoledì, 03 giugno 2009
il miraggio

Ingabbiato

dal mio cerchio crudele

guardo al di la del fuoco

il mondo  

desiderandone l’alito

Mani gentili

mi invitano

al convivio

di una vergine

sposa

macchiata di sangue

Le mani allungo

a rubarne i pensieri

ma la vampa del rogo

brace

 farà delle mie carni

quando

il vento di maestrale

 disperderà

le  sterili ceneri

del mio essere

un miraggio soltanto


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Scritto da: ppneumos alle ore 16:52 | link | commenti (24) | categoria: poesia, deliri, disillusione
lunedì, 11 maggio 2009
deliri di speranza

Lentamente
ritorna angoscia
nella mia vita
tormentata
dal non senso
apparendo
come sabbie mobili
ad inghiottire
sogni e sangue.
Demoni infernali
popolano
le mie notti sudate
danzando
senza suoni
attorno ad un cerchio
di fuoco maligno.
Ho divorato
il mio cuore
in una notte
senza luna
vendendo l’anima
al miglior offerente
Ricominciare
occorre
edificando castelli
con granelli
di utopia.
Qui nel mio spazio
che sa
di metadone
riprenderò
a vivere
sorseggiando speranza.
Io che tacere
non posso


FlordeSangre
Scritto da: ppneumos alle ore 20:16 | link | commenti (16) | categoria: poesia, elucubrazioni, paranoie, deliri, pazzia
domenica, 10 maggio 2009
mondo di merda

mosca morta2Succede che a volte non mi rendo conto delle cose e monto un mondo parallelo che serve soltanto ad alimentare sogni ed illusioni

 

Anche a me piacciono le favole… il mio mondo parallelo

 

Un mondo immaginario in cui non esiste la realtà… o se esiste è soltanto accennata

 

Ma i sogni crollano… e le illusioni non servono ad un cazzo

 

Basta poco per svegliarsi in fondo… davvero poco

 

Una frase letta per sbaglio… una sensazione… il canto di una canzone

 

Poco

 

Ma io sono una testa di cazzo e continuo a crederci… nonostante tutto

 

E faccio come quei mosconi stupidi che continuano a sbattere la testa contro il vetro di una finestra cercando una libertà che è solo mera illusione

 

E ci sbattono fino a morire… poveri idioti

 

Ecco, io sono così

Uno stupido moscone che non si rende conto che tra la realtà ed i sogni c’è una spessa lastra di vetro insuperabile...  e che proprio per questo diventa “assassina”...  se uno continua a sbatterci la testa contro

 

E non basta mezza bottiglia di tequila per far passare l’amarezza

 

E non basta scrivere minchiate su un blog per esorcizzare il profondo senso di vuoto e di fallimento

 

C’è chi scrive paragonandosi a Kant, chi ad un dio, chi sente il bisogno di sminuire i sentimenti di altri di fronte al mondo degli stronzi per non apparire debole… e chi come me si paragona ad uno stupido moscone testa di cazzo che continua a sbattere contro il vetro delle proprie illusioni fino a che morte non sopraggiunga

 

E vissero tutti felici e contenti

Scritto da: ppneumos alle ore 09:46 | link | commenti (14) | categoria: deliri, pazzia, amarezza, mondo di merda


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