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per questo premio
grazie a attimideterno
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grazie all'amico sirablog
per il premio
Grazie di cuore a
per la loro amicizia
Questo è il libro scritto dal mio amico sirablog
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ne vale veramente la pena
Respiro
l’odore putrido
delle mie notti d’inferno
e i fantasmi
che riaffiorano feroci
dalla ripugnanza
dei miei ricordi di sabbia
mi massacrano
lo sterno
come i tagli
di un pugnale di cristallo.
Lenta e inutile
come orpello
la mia maschera felice
mi deforma il volto
in un ghigno
di disperazione
travestita
da tragica compiacenza.
Mi agito
come mille serpenti
di amianto
cercando
una tregua
che non risponde.
Vivere o morire
da coglioni
l’antico dilemma
disperato
di ogni inquietudine.
Ma forse
proprio per questo
non me ne fotte un cazzo.
Adesso
l’unico senso possibile
l’unico vero bisogno
è riempire il baratro
vuoto
del mio bicchiere

Guardo il cielo stanotte
Un cielo buio
Oscuro di una oscurità tenebrosa
Lugubre ed inquietante il cielo di stanotte
Strano… insolito
diverso da tutte le altre notti.
Nero di una pesante nerezza
cupo come i pensieri più tetri
Lo guardo ma non lo ammiro
Lo scruto ma non lo apprezzo
Un cielo strano stanotte
diverso da tutte le altre notti
La sua “non luce” non ha nulla di magico
Non c’è magia nel cielo di stanotte
C’è solo un ammasso di oscurità che crea…angoscia
È solo un buio che non riempie spazi
È solo un grande, immenso, incommensurabile vuoto
Vivo ogni giorno della mia vita come fosse l'ultimo
Il fatto è che a volte ti ritrovi a pensare a quanto tutto sia precario
Non esistono certezze ne eternità
Tutto può essere distrutto in un nanosecondo
Puff
senza alcuna ragione
senza nessun perchè
Ed è allora che ti senti davvero solo
solo come forse non lo sei mai stato
Perché in fondo è questo l'effetto della precarietà
Solitudine profonda
Ed è allora che pensi a quello che hai
a quello che avresti potuto avere
a quello che potresti perdere
a quello che hai tanto desiderato… ma che non sarà mai tuo
Ed è così che nella solitudine della tua stanza
non smetti di piangere
attento a non farti vedere
maledetta congiuntivite
e a chi ti chiama non fai capire nulla
ma sorridi
sorridi sempre
mentre le lacrime ti scendono copiose
E cominci a riflettere
Precarietà assassina
E riflettendo cominci a vedere la bellezza delle piccole cose
la bellezza della loro semplicità
cose di cui normalmente non ci si accorge
come se fossero “scontate”… “dovute”
ed invece non lo sono affatto
Cose che se per uno scherzo assurdo del destino dovessi perdere
ti mancherebbero
ti mancheranno
cazzo come ti mancheranno
una giornata di sole
il calore di un sorriso
l’armonia di una musica esaltante
la dolcezza di un sms inaspettato
una voce
uno sguardo
un sorriso
un amore grande
le persone a cui vuoi bene
i tuoi sogni
le tue stupide illusioni assurde
ma anche i ricordi di emozioni vissute...
e la speranza di viverle ancora
alla faccia di ogni invidia e di ogni contrappempo possibile
ti mancheranno
cazzo se ti mancheranno
e la paura di questa mancanza ti uccide il respiro
e ti inumidisce gli occhi
ancora
Ed è così che ti ci attacchi morbosamente
malgrado ogni silenzio
le vuoi
le desideri sempre di più
non puoi più farne a meno
E pensi ancora...
Ma in fondo non è forse questa la felicità?
Il godere delle piccole cose di ogni giorno
della loro semplicità
del loro commovente candore
E la paura sta nell’essere consapevole del fatto che potresti perderle
Puff
In un nanosecondo
Così come l’angoscia martellante che mi flagella l’anima
Una paura che mi penetra dentro fino in fondo
Che di tutte le parole e i versi che hanno espresso le mie emozioni… i miei sentimenti...
i miei costanti desideri
parole parole parole e parole
puff
non resterà nemmeno il ricordo
non resterà più un cazzo di un cazzo di nulla
Lento mi aggiro
tra l’oscurità dell’anima
al buio tetro dei pensieri
Non c’è luce al mio cammino
nessun cenno di speranza.
Solo dolore per me adesso.
D’angoscia l’orrido
ne percepisco la danza.
Vita bastarda
Bastarda vita
Perché elargisci ancor
un così tal tormento?
Di quanto tempo
avrò bisogno ancor
per espiar l’atrocità delle mie pene?
Non c’è peggior castigo
di chiamar morte
e sentir vita
che come strazio
a replicar risponde.
Tutto è perduto
Nulla rimane a me delle mie cose
Non un sorriso
non un calore
solo lo scrigno putrido
del mio perverso amore
La cosa più triste in assoluto è guardare il mondo da dietro il vetro di una finestra.
Guardarlo attentamente in tutto il suo splendore,
osservare ogni minimo dettaglio
ogni particolare interessante
Goderne dei colori e del loro calore
vedere tutto il bello di ogni singola cosa
assaporarne il risveglio
sentirne il fuoco…l’ardore…. la passione
e provare l'angoscia di una solitudine profonda che ti massacra l'anima.
Guardare muto nel tuo dolore tutto questo splendore di passione che non ti appartiene
Perché il mondo questo è…
Passione
Una passione a volte repressa o non gestita che ha voglia di uscire ma che non trova forme e modi di sbocco.
Questo è il mondo come lo vedo io… il mio mondo.
La tristezza sta nell’essere al di qua del vetro di una finestra…
spettatore passivo di un sogno che ancora vivi
spettatore passivo di un sogno che contribuisci ad alimentare
spettatore passivo tuo malgrado
Perché senti comunque vibrare la passione…
e vedi cose che la passione non conosce…
o non vuole riconoscere
Cerchi di afferrare il mondo con le mani…
ma trovi il freddo glaciale di un vetro stupidamente e senza motivo troppo massiccio.
Ed ecco che rientri nel ruolo passivo dello spettatore... confinato
Spettatore di un sogno che vedi fremere e sbocciare
Spettatore di un sogno che sai poter essere ancora tuo, ma che non lo sarà solo per il capriccio di un attimo
Spettatore dimenticato…
Spettatore ferito...
Spettatore disperato...
Spettatore deluso...
Spettatore pagante... del sogno di un’altro
Succede a volte di sentire parole che non ti aspetti.
Di sentirti dire cose che non vorresti mai ti venissero dette.
Questo ci può stare, certo…
le cose non possono andare sempre come vorresti che andassero… ci mancherebbe.
Poi io ho una predisposizione ancestrale innata a vedermi sfuggire sogni e desideri…
anche i più piccoli e sciocchi eh…
Me li vedo passare davanti rapiti da altro o da altri… sistematicamente.
anche se poi questi altri non valgono un cazzo... e si sa bene.
Ma il sentirsi dire cose, no… a questo proprio non mi abituerò mai.
In fondo sono sempre il solito illuso
Illuso ed idiota
Mi getto a capofitto nelle cose con troppa passione… sempre
Senza chiedere in cambio nulla che non sia un sorriso o una parola gentile… che non arriva quasi mai.
Anzi!!
Ed ecco allora che ritorna quel vortice interno….
quel mostro affamato che vive nel profondo della mia anima e che ogni tanto si risveglia…
come adesso.
E mi sale la rabbia
una terribile, terrificante, orrenda ed insopportabile rabbia.
E ripenso alla mia vita di sbagli…
Alle inquietudini soddisfatte… e a quelle insoddisfatte
Alle donne che ho amato… e a quelle che mi hanno amato
Ripenso a tutte le persone che ho conosciuto
A tutti i luoghi in cui sono stato… e quelli in cui ho vissuto
al gusto amaro delle cose che ho assaggiato
e alle cicatrici profonde che mi hanno lasciato.
E mi viene una voglia assurda di prepararmi lo zaino… ancora.
Ed è una voglia così forte... che ne ho quasi paura
Perchè in fondo adesso sarei in un età in cui si raccolgono i frutti di quello che si è seminato
In quell’età in cui la gente vive la propria vita in maniera ipocrita e serena
In quell’età in cui i valori diventano i falsi e felici sorrisi del “mulino bianco”
Invece io… non raccolgo mai un cazzo.
Il solito, fottutissimo, maledettissimo, inutile cazzo di un cazzo!!
Dannato e maledetto... come sempre!!
Ma le cose sentite... beh... quelle lacerano le carni con frustate di sofferenza.
ancora e ancora... sempre
e mi fanno sentire come una vecchia scarpa usata e ormai rotta…
inutile...
da abbandonare al proprio destino...
tragicamente!!
Il sale brucia sempre… è verità di vita
Il fatto è che a volte avrei voglia di sparire nel nulla
senza lasciare traccia
senza un riferimento
senza un recapito
senza un perché
nel nulla
Un bel giorno ti svegli e…
puff
non ci sei più
non ci sei mai stato.
Sono desideri di un attimo naturalmente
anche perché poi di fatto
non si fa mai nulla per realizzarli
o quasi
Forse perchè manca il coraggio
forse la determinazione
forse perché la ragione prende sempre il sopravvento su tutto
uccidendo desideri e sogni
forse
non lo so
Ma a questo, qualche volta
la vita pone rimedio
tragicamente.
Chissà quanto sarà lungo ancora
il mio domani
e soprattutto
se ci sarò ancora... domani
Chissà
Tutto nasce
Tutto cresce
Tutto si trasforma
Tutto si allenta
Tutto cambia
Tutto trova una collocazione logica
Tutto finisce
Tutto muore
Tutto passa
Ma allora cosa cazzo resta??
Cos’è quest’angoscia che mi prende lo stomaco…
Che mi fa inciampare il respiro…
Questa forza che mi spinge a fare le cose più assurde
Incurante degli effetti
Incurante delle conseguenze
Per non sentire
Per non capire…
E vorresti solo sparire nel nulla
Sprofondare in un abisso senza luce ne fondo
Perché in fondo le cose si ripetono sempre
Ciclicamente
Ed è un’altalena continua
Un Sali e scendi che logora
Logora
E devasta
Continuamente
Ciclicamente
inevitabilmente
E lentamente uccide
Penso
Penso alle mille emozioni che mi hanno portato a superare mari e confini
Penso alle mille ansie che hanno accompagnato le mie notti del prima
Penso al desiderio struggente che offuscava i pensieri ed amplificava il mio sentire
Penso ad un cielo magico sopra una pineta
Penso all’alchimia bastarda che condizionava parole e pensieri
Penso ad una corsa in macchina con lo stereo a palla per una gelida manina
Penso agli odori ed ai sapori vissuti in un'incredibile pomeriggio di ottobre
Penso a quella luce strana negli occhi accompagnata dal più crudele dei sorrisi
Penso alla confusione nel ricevere un resto in moneta
Penso al suono complice di un campanile di paese
Penso al segreto di una casa vicino ad un cimitero
Penso ad un caffè amaro preso in un centro commerciale contro ogni logica
Penso alle mille parole dette e non dette
Penso alle parole che avrei voluto sentire e non ho sentito
Penso ai molti gesti non espressi anche se tanto desiderati
Penso a tutte le contingenze estranee
Penso alla morte annunciata di un sogno impossibile
Penso a tutto quello che era, che è e che sarà
Penso a questa mancanza d’aria che mi opprime
Penso all’amarezza ed al dolore che dilaniandomi l'anima, accompagnano questi miei pensieri
inevitabilmente