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domenica, 08 novembre 2009
L'amore si odia

Vieni qua, vieni qua, che ti dovevo dire
tutte quelle cose che, cose che,

non hai voluto

sentire, soffrire, godere o finire.
Vieni qua, vieni qua, sempre la stessa storia
un equilibrio instabile,

 instabile,

 che crolla al vento di una nuova gloria,

 l’amore si odia.
Ah, se fosse così facile, ah,

se fosse ancora innamorato di me
ed ogni petalo, sai,

si finge di essere una rosa
per ogni goccia vorrei diluvio sopra ogni cosa
ma tu non meriti più un battito di questa vita
per tutto quello che conta, se conta, sei come colla tra le dita.
Vieni qua, vieni qua, io ti volevo bene,
ma riparlarne è inutile,

 inutile,

non ha più senso

 pensarti, capire, provare o sparire
Vieni qua, vieni qua, le solite parole
di un sentimento fragile,

 fragile,

come l’asfalto consuma la suola,

 l’amore si odia.
ah, se fosse tutto facile
ah, se fosse ancora innamorata di te
ed ogni petalo sai
si finge di essere una rosa
per ogni goccia vorrei
diluvio sopra ogni cosa

ma tu non meriti più un battito di questa vita
che tutto quello che conta
se conta
sei come colla sulle dita
ed ogni petalo, sai,

si finge di essere una rosa
per ogni goccia vorrei diluvio sopra ogni cosa
ogni cosa
ma tu non meriti più un attimo della mia vita
per tutto quello che conta
se conta,

 sei la mia impronta sulle dita.

 

Scritto da: ppneumos alle ore 15:33 | link | commenti (6) | categoria: amore, canzone, dolore, solitudine, vuoto, dedica, amarezza
domenica, 01 novembre 2009
this is the end

997d649e561022e1f8ba212085ffc262“This is the end
The end of our elaborate plans
The end of everything that stands
The end
No safety or surprise
The end
I'll never look into your eyes again
Can you picture what will be
So limitless and free
Desperately in need of some stranger's hand
In a desperate land”

 

Questa è la fine

la fine dei nostri piani elaborati,

la fine di ogni cosa stabilita,

la fine
né salvezza o sorpresa,

la fine
non guarderò nei tuoi occhi... mai più
puoi immaginarti come sarà
così senza limiti e libero
disperatamente bisognoso di una mano straniera
in un paese disperato

 

Mi uccidono come napalm i miei pensieri di plastica

Domande su domande…

ricordi…

parole…

emozioni non più condivise o condivisibili…

pulsioni che resteranno incompiute e sospese come il fumo che mi annienta …

sogni infranti come vetri distrutti sul muro dell’indifferenza

Immagini che fanno male più dei miei liquori inquinati

Domande per le quali non esiste nessuna risposta…

ne mai ci sarà

Perché non esiste ragione sulla terra dei se e dei ma

Nessuna ragione possibile

Soltanto questo sapore di solitudine profonda che mi impasta la bocca e mi scortica l’anima

Ancora una volta

Solo

In questo mondo falso di manichini di terracotta

Solo

con il mio destino orrendo

Solo

senza più forza per oppormi agli eventi

Non c’è più spazio per me in questo mondo

Adesso lo so

E’ la fine


“This is the end
It hurts to set you free
But you'll never follow me
The end of laughter and soft lies
The
end of nights we tried to die
This is the end”

 

Questa è la fine
mi fa male liberarti
ma tu non mi seguirai mai
la fine delle risate e delle dolci bugie
la fine delle notti in cui tentammo di morire
Questa è la fine

 

Scritto da: ppneumos alle ore 10:30 | link | commenti (8) | categoria: deliri, dolore, vuoto, amarezza, mondo di merda
sabato, 26 settembre 2009
d'un orrido orrido


Nascondo

nel margine obliquo

del mio tormento

involucri

pervasi

dalle spine di amianto

del mio peggiore incubo

 

Turpe d’essenza

non v’è certezza

nella mia ossessione

ne mai ci sarà

 

Così

l’acre sapore

del mio sudore

investe di dubbio

ogni secondo

di queste notti

d’atrocità ed insonnia

rendendole eterne

 

Intrigo elegante

perfezione d’intesa

estrema fusione

di anime affini

 

Folle idiozia

stupido abbaglio

un’insensata illusione

al color d’utopia

 

Basta il soffio

vago

di un gelido vento

d’incongruenza

per essere cancellato

come vapore

e scomparire

nel nulla

 

In quest’anamnesi

d’assurdo

anche il respiro

ferma il suo corso

annullando la vita

 

e m’assale

senza fine

l’agghiacciante vuoto  

d’un orrido orrido

in un immenso

più grande

 

1e0af995ec95458bfc3ee88d8e065df3

Scritto da: ppneumos alle ore 23:50 | link | commenti (23) | categoria: deliri, pazzia, dolore, vuoto, amarezza
domenica, 10 maggio 2009
mondo di merda

mosca morta2Succede che a volte non mi rendo conto delle cose e monto un mondo parallelo che serve soltanto ad alimentare sogni ed illusioni

 

Anche a me piacciono le favole… il mio mondo parallelo

 

Un mondo immaginario in cui non esiste la realtà… o se esiste è soltanto accennata

 

Ma i sogni crollano… e le illusioni non servono ad un cazzo

 

Basta poco per svegliarsi in fondo… davvero poco

 

Una frase letta per sbaglio… una sensazione… il canto di una canzone

 

Poco

 

Ma io sono una testa di cazzo e continuo a crederci… nonostante tutto

 

E faccio come quei mosconi stupidi che continuano a sbattere la testa contro il vetro di una finestra cercando una libertà che è solo mera illusione

 

E ci sbattono fino a morire… poveri idioti

 

Ecco, io sono così

Uno stupido moscone che non si rende conto che tra la realtà ed i sogni c’è una spessa lastra di vetro insuperabile...  e che proprio per questo diventa “assassina”...  se uno continua a sbatterci la testa contro

 

E non basta mezza bottiglia di tequila per far passare l’amarezza

 

E non basta scrivere minchiate su un blog per esorcizzare il profondo senso di vuoto e di fallimento

 

C’è chi scrive paragonandosi a Kant, chi ad un dio, chi sente il bisogno di sminuire i sentimenti di altri di fronte al mondo degli stronzi per non apparire debole… e chi come me si paragona ad uno stupido moscone testa di cazzo che continua a sbattere contro il vetro delle proprie illusioni fino a che morte non sopraggiunga

 

E vissero tutti felici e contenti

Scritto da: ppneumos alle ore 09:46 | link | commenti (14) | categoria: deliri, pazzia, amarezza, mondo di merda
venerdì, 17 aprile 2009
precarietà

Discarded_by_AimeeDianeVivo ogni giorno della mia vita come fosse l'ultimo

Il fatto è che a volte ti ritrovi a pensare a quanto tutto sia precario

Non esistono certezze ne eternità

Tutto può essere distrutto in un nanosecondo

Puff

senza alcuna ragione

senza nessun perchè

Ed è allora che ti senti davvero solo

solo come forse non lo sei mai stato

Perché in fondo è questo l'effetto della precarietà

Solitudine profonda

Ed è allora che pensi a quello che hai

a quello che avresti potuto avere

a quello che potresti perdere

a quello che hai tanto desiderato… ma che non sarà mai tuo

Ed è così che nella solitudine della tua stanza

non smetti di piangere

attento a non farti vedere

maledetta congiuntivite

e a chi ti chiama non fai capire nulla

ma sorridi

sorridi sempre

mentre le lacrime ti scendono copiose

E cominci a riflettere

Precarietà assassina

E riflettendo cominci a vedere la bellezza delle piccole cose

la bellezza della loro semplicità

cose di cui normalmente non ci si accorge

come se fossero “scontate”… “dovute”

ed invece non lo sono affatto

Cose che se per uno scherzo assurdo del destino dovessi perdere

ti mancherebbero

ti mancheranno

cazzo come ti mancheranno

una giornata di sole

il calore di un sorriso

l’armonia di una musica esaltante

la dolcezza di un sms inaspettato

una voce

uno sguardo

un sorriso

un amore grande

le persone a cui vuoi bene

i tuoi sogni

le tue stupide illusioni assurde

ma anche i ricordi di emozioni vissute...

e la speranza di viverle ancora

alla faccia di ogni invidia e di ogni contrappempo possibile

ti mancheranno

cazzo se ti mancheranno

e la paura di questa mancanza ti  uccide il respiro

e ti inumidisce gli occhi

ancora

Ed è così che ti ci attacchi morbosamente

malgrado ogni silenzio

le vuoi

le desideri sempre di più

non  puoi più farne a meno

E pensi ancora...

Ma in fondo non è forse questa la felicità?

Il godere delle piccole cose di ogni giorno

della loro semplicità

del loro commovente candore

E la paura sta nell’essere consapevole del fatto che potresti perderle

Puff

In un nanosecondo

Così come l’angoscia martellante che mi flagella l’anima

Una paura che mi penetra dentro fino in fondo

Che di tutte le parole e i versi che hanno espresso le mie emozioni… i miei sentimenti...

i miei costanti desideri

parole parole parole e parole

puff

non resterà nemmeno il ricordo

non resterà più un cazzo di un cazzo di nulla

Scritto da: ppneumos alle ore 11:27 | link | commenti (34) | categoria: riflessioni, elucubrazioni, deliri, considerazioni, meditazioni, amarezza, angosce
martedì, 14 aprile 2009
rimpianti

hacia_atraz_by_erikamaldoVerrà il giorno in cui capirai

che il vivere o il morire

avranno avuto un senso soltanto

se saranno stati accompagnati dall’amore

vissuto e condiviso.

Verrà il giorno in cui ti renderai conto

che esistono valori preziosi per i quali è bello lottare

e per i quali vale la pena di investire sempre.

Verrà il giorno in cui dovrai fare i conti

con la tua affettività e con il tuo bisogno profondo

di amare e di essere amato

unico e vero bisogno primario di ogni essere umano.

Verrà il giorno in cui assimilerai l’esigenza

di vivere valori veri che sono gli unici

ad essere nutrimento e balsamo

per un’anima profonda e tormentata.

Verrà questo giorno

perché prima o poi arriva per tutti

e sarà il giorno amaro della presa di coscienza

di ciò che si è avuto

e che adesso non si ha più

di ciò che si è lasciato scappare

per capriccio o per diletto

di ciò che si è perduto

irrimediabilmente.

Sarà questo il giorno amaro

dei rimpianti e dei rimorsi

e di quell’amarezza intrinseca

di chi ha avuto sogni

ma non il coraggio necessario

per viverli ed inseguirli.

Questo giorno verrà

arriva per tutti

ma forse sarà proprio il giorno in cui

il sogno

si sarà perso per sempre

Scritto da: ppneumos alle ore 16:52 | link | commenti (31) | categoria: riflessioni, elucubrazioni, deliri, pazzia, considerazioni, amarezza
giovedì, 05 febbraio 2009
d'amor castigo

_______by_LestathhLento mi aggiro

tra l’oscurità dell’anima

al buio tetro dei pensieri

Non c’è luce al mio cammino

nessun cenno di speranza.

Solo dolore per me adesso.

D’angoscia l’orrido

ne percepisco la danza.

Vita bastarda

Bastarda vita

Perché elargisci ancor

un così tal tormento?

Di quanto tempo

avrò bisogno ancor

per espiar l’atrocità delle mie pene?

Non c’è peggior castigo

di chiamar morte

e sentir vita

che come strazio

a replicar risponde.

Tutto è perduto

Nulla rimane a me delle mie cose

Non un sorriso

non un calore

solo lo scrigno putrido

del mio perverso amore

Scritto da: ppneumos alle ore 11:19 | link | commenti (6) | categoria: poesia, amarezza, angosce
domenica, 01 febbraio 2009
spettatore pagante

f941d05c1649143819392945e2e9173aLa cosa più triste in assoluto è guardare il mondo da dietro il vetro di una finestra.

Guardarlo attentamente in tutto il suo splendore,

osservare ogni minimo dettaglio

ogni particolare interessante

Goderne dei colori e del loro calore

vedere tutto il bello di ogni singola cosa

assaporarne il risveglio

sentirne il fuoco…l’ardore…. la passione

e provare l'angoscia di una solitudine profonda che ti massacra l'anima.

Guardare muto nel tuo dolore tutto questo splendore di passione che non ti appartiene

Perché il mondo questo è…

Passione

Una passione a volte repressa o non gestita che ha voglia di uscire ma che non trova forme e modi di sbocco.

Questo è il mondo come lo vedo io… il mio mondo.

La tristezza sta nell’essere al di qua del vetro di una finestra…

spettatore passivo di un sogno che ancora vivi

spettatore passivo di un sogno che contribuisci ad alimentare

spettatore passivo tuo malgrado

Perché senti comunque vibrare la passione…

e vedi cose che la passione non conosce…

o non vuole riconoscere

Cerchi di afferrare il mondo con le mani…

ma trovi il freddo glaciale di un vetro stupidamente e senza motivo troppo massiccio.

Ed ecco che rientri nel ruolo passivo dello spettatore... confinato

Spettatore di un sogno che vedi fremere e sbocciare

Spettatore di un sogno che sai poter essere ancora tuo, ma che non lo sarà solo per il capriccio di un attimo

Spettatore dimenticato… 

Spettatore ferito...

Spettatore disperato...

Spettatore deluso...

Spettatore pagante... del sogno di un’altro

Scritto da: ppneumos alle ore 06:20 | link | commenti (9) | categoria: considerazioni, dolore, solitudine, vuoto, meditazioni, amarezza, angosce
domenica, 25 gennaio 2009
logica deduzione

scarpa vecchia

Succede a volte di sentire parole che non ti aspetti.

Di sentirti dire cose che non vorresti mai ti venissero dette.

Questo ci può stare, certo…

le cose non possono andare sempre come vorresti che andassero… ci mancherebbe.

Poi io ho una predisposizione ancestrale innata a vedermi sfuggire sogni e desideri…

anche i più piccoli e sciocchi eh…

Me li vedo passare davanti rapiti da altro o da altri… sistematicamente.

anche se poi questi altri non valgono un cazzo... e si sa bene.

Ma il sentirsi dire cose, no… a questo proprio non mi abituerò mai.

In fondo sono sempre il solito illuso

Illuso ed idiota

Mi getto a capofitto nelle cose con troppa passione… sempre

Senza chiedere in cambio nulla che non sia un sorriso o una parola gentile… che non arriva quasi mai.

Anzi!!

Ed ecco allora che ritorna quel vortice interno….

quel mostro affamato che vive nel profondo della mia anima e che ogni tanto si risveglia…

come adesso.

E mi sale la rabbia

una terribile, terrificante, orrenda ed insopportabile rabbia.

E ripenso alla mia vita di sbagli…

Alle inquietudini soddisfatte… e a quelle insoddisfatte

Alle donne che ho amato… e a quelle che mi hanno amato

Ripenso a tutte le persone che ho conosciuto

A tutti i luoghi in cui sono stato… e quelli in cui ho vissuto

al gusto amaro delle cose che ho assaggiato

e alle cicatrici profonde che mi hanno lasciato.

E mi viene una voglia assurda di prepararmi lo zaino… ancora.

Ed è una voglia così forte... che ne ho quasi paura

Perchè in fondo adesso sarei in un età in cui si raccolgono i frutti di quello che si è seminato

In quell’età in cui la gente vive la propria vita in maniera ipocrita e serena

In quell’età in cui i valori diventano i falsi e felici sorrisi  del “mulino bianco”

Invece io… non raccolgo mai un cazzo.

Il solito, fottutissimo, maledettissimo, inutile cazzo di un cazzo!!

Dannato e maledetto... come sempre!!

Ma le cose sentite... beh... quelle lacerano le carni con frustate di sofferenza.

ancora e ancora... sempre

e mi fanno sentire come una vecchia scarpa usata e ormai rotta…

inutile...

da abbandonare al proprio destino...

tragicamente!!

Il sale brucia sempre… è verità di vita

Scritto da: ppneumos alle ore 06:19 | link | commenti (15) | categoria: elucubrazioni, deliri, considerazioni, solitudine, vuoto, amarezza, angosce


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