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Questo è il libro scritto dal mio amico sirablog
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ne vale veramente la pena
Mi piace il mio corpo
quand'è col tuo corpo.
È una cosa tanto nuova.
Muscoli meglio e nervi di più.
Mi piace il tuo corpo.
mi piace quel che fa,
e il come.
Mi piace sentir la sua spina
dorsale, le sue ossa e il tremolante
-liscio-sodo che bacerò
ancora ancora e ancora
di te mi piace baciare questo e quello,
mi piace, lentamente accarezzare, il folto
elettrico pelo, e quel che viene a carne
che si separa... E occhi grandi briciole d'amore,
e forse mi piace il brivido
di sotto me te così nuova
Edward Estlin Cummings

Ci sono dei momenti in cui mi sento così… proprio così
Un matto… un pazzo… un povero folle
Guardo la gente intorno a me e mi sento additato… nella mia diversità
La passione… il fuoco… la mia follia… a che servono??
Non serviranno pure ad un cazzo ma fanno parte di me... e mi piacciono
Sensibilità dicono… ma sensibilità di che?
La verità è che sono solo un povero pazzo
e la mia pazzia l’ho espressa tutta con fiumi… mari… oceani di parole scritte e dette
parole e minkiate che si sono infrante contro muri di “normalità” così distanti da me…
In fondo non mi sento nemmeno così solo... perché si sa…
dietro ad ogni matto c’è sempre un villaggio che lo ha reso tale
Tu prova ad avere un mondo nel cuore
e non riesci ad esprimerlo con le parole,
e la luce del giorno si divide la piazza
tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa,
e neppure la notte ti lascia da solo:
gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro
E sì, anche tu andresti a cercare
le parole sicure per farti ascoltare:
per stupire mezz'ora basta un libro di storia,
io cercai di imparare
e dopo maiale, Majakowsky, malfatto,
continuarono gli altri fino a leggermi matto.
E senza sapere a chi dovessi la vita
in un manicomio io l'ho restituita:
qui sulla collina dormo malvolentieri
eppure c'è luce ormai nei miei pensieri,
qui nella penombra ora invento parole
ma rimpiango una luce, la luce del sole.
Le mie ossa regalano ancora alla vita:
le regalano ancora erba fiorita.
Ma la vita è rimasta nelle voci in sordina
di chi ha perso lo scemo e lo piange in collina;
di chi ancora bisbiglia con la stessa ironia
"Una morte pietosa lo strappò alla pazzia".
Fabrizio De Andrè
Silenzioso
come un’ombra nascosta
tra gli anfratti e gli angoli
vivo la notte
in perenne attesa
del tuo ritorno.
Sono spirito ramingo
rinchiuso
tra gli spazi notturni
astratti e nebulosi
e viaggio
schivando
gli ostacoli
che ci disgiungono.
Come la fiera più affamata
del tuo respiro
mi nutro
trasformandolo in alito
che come un soffio di vita
divorerà la strada
che mi porterà da te
