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sabato, 08 agosto 2009
Mi piace il mio corpo quand'è col tuo


Mi piace il mio corpo
quand'è col tuo corpo.
È una cosa tanto nuova.
Muscoli meglio e nervi di più.
Mi piace il tuo corpo.
mi piace quel che fa,
e il come.
Mi piace sentir la sua spina
dorsale, le sue ossa e il tremolante
-liscio-sodo che bacerò
ancora ancora e ancora
di te mi piace baciare questo e quello,
mi piace, lentamente accarezzare, il folto
elettrico pelo, e quel che viene a carne
che si separa... E occhi grandi briciole d'amore,
e forse mi piace il brivido
di sotto me te così nuova


                                                                                                        Edward Estlin Cummings

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Scritto da: ppneumos alle ore 16:57 | link | commenti (39) | categoria: poesia, amore, eros, dedica
mercoledì, 05 agosto 2009
un matto

Ci sono dei momenti in cui mi sento così… proprio così

Un matto… un pazzo… un povero folle

Guardo la gente intorno a me e mi sento additato… nella mia diversità

La passione… il fuoco… la mia follia… a che servono??

Non serviranno pure ad un cazzo ma fanno parte di me... e mi piacciono

Sensibilità dicono… ma sensibilità di che?

La verità è che sono solo un povero pazzo... ma sono contento di esserlo

e la mia pazzia l’ho espressa tutta con fiumi… mari… oceani di parole scritte e dette

colline... montagne intere di minkiate

parole e minkiate che si sono infrante contro muri di “normalità” così distanti da me…

e continuo sempre per la stessa strada di follia e me ne fotto

imperterrito

e felice di esserlo

In fondo non mi sento nemmeno così solo... perché si sa…

dietro ad ogni matto c’è sempre un villaggio che lo ha reso tale jokergifod2

Tu prova ad avere un mondo nel cuore
e non riesci ad esprimerlo con le parole,

e la luce del giorno si divide la piazza
tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa,

e neppure la notte ti lascia da solo:
gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro

E sì, anche tu andresti a cercare
le parole sicure per farti ascoltare:
per stupire mezz'ora basta un libro di storia,
io cercai di imparare la Treccani a memoria,
e dopo maiale, Majakowsky, malfatto,
continuarono gli altri fino a leggermi matto.

E senza sapere a chi dovessi la vita
in un manicomio io l'ho restituita:
qui sulla collina dormo malvolentieri
eppure c'è luce ormai nei miei pensieri,
qui nella penombra ora invento parole
ma rimpiango una luce, la luce del sole.

Le mie ossa regalano ancora alla vita:
le regalano ancora erba fiorita.
Ma la vita è rimasta nelle voci in sordina
di chi ha perso lo scemo e lo piange in collina;
di chi ancora bisbiglia con la stessa ironia
"Una morte pietosa lo strappò alla pazzia".

                                            

                                                               Fabrizio De Andrè

Scritto da: ppneumos alle ore 13:52 | link | commenti (28) | categoria: deliri, pazzia, canzone
lunedì, 03 agosto 2009
respiro

Silenzioso

come un’ombra nascosta

tra gli anfratti e gli angoli

vivo la notte

in perenne attesa

del tuo ritorno.

Sono spirito ramingo

rinchiuso

tra gli spazi notturni

astratti e nebulosi

e viaggio

schivando

gli ostacoli

che ci disgiungono.

Come la fiera più affamata

del tuo respiro

mi nutro

trasformandolo in alito

che come un soffio di vita

divorerà la strada

che mi porterà da te


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Scritto da: ppneumos alle ore 22:29 | link | commenti (28) | categoria: poesia, amore, nostalgia, dedica, mancanza


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