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Grazie di cuore a
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Questo è il libro scritto dal mio amico sirablog
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ne vale veramente la pena
Cos’è quest’ansia che mi prende e che mi tronca il respiro?
Quest’ansia che mi fa alzare di notte in preda a pensieri che girano a mille e che mi uccidono il sonno?
L’inattività mi stronca
Le medicine mi annientano
Solo la mente mi consente di spezzare le catene e varcare i confini di un mondo che mi costringe come in una prigione.
La mente mi fa volare lontano
Come dei frames i miei pensieri girano veloci e mi catapultano in realtà differenti
Il mondo dei miei sogni
Il mondo delle mie illusioni
Quel mondo fatato in cui le cose si realizzano… trovando una loro armonica collocazione
Il mio castello di carte
Il mondo del bello
Cos’è il bello se non la realizzazione dei propri sogni... oltre alla manifestazione del vero?
L’inattività porta a queste riflessioni... o paranoie
Pensieri… ricordi… sogni… illusioni
In fondo è questa la vita
La sintesi dei propri pensieri… l’elaborazione dei propri ricordi… la proiezione verso i propri sogni
L’illusione è il crederci
Ma l’ansia… l’ansia è manifestazione di malessere
Ed il malessere è la presa di coscienza che i sogni non si realizzeranno mai
Ma io non ci sto
Io voglio credere ai miei sogni
Io voglio combattere per realizzarli… per viverli
E chissenefrega se poi non si realizzeranno
Ma che cazzo me ne frega di essere un illuso
Non voglio rimpianti o rimorsi
Non vorrò mai dire domani... ah se avessi fatto... ah se avessi detto...
Voglio vivere... voglio vivermi
Senza sconti o stupide morali del cazzo
Senza inutili razionalità che castrano la fantasia e la creatività
Voglio camminare sempre
Voglio una strada per poterlo fare
In fondo non esiste la strada che porta alla felicità
la felicità… è la strada
“la vita è come un ponte...
è lecito ed eccitante attraversarlo,
ma saggio è colui che non vi costruisce la casa sopra”…
Che poi la vita è strana davvero
Ripenso alle mille cose che ho fatto
Alle tante persone che ho conosciuto
Tutte mi hanno lasciato qualcosa di loro ed hanno preso qualcosa di me…
Tutte
Ma qualcuna naturalmente di più.
Per non parlare delle esperienze giovanili
dei viaggi
della politica
delle botte sempre e comunque
delle coltellate per bravate
della droga
delle corse in macchina ed in moto
mille minkiate senza testa
Tutte cose che hanno attraversato la mia vita...
cose che mi hanno segnato... forgiato... cambiato
cose che mi hanno insegnato a vedere il mondo da tanti punti di vista
Che poi le persone vanno via tutte come acqua che bagna e poi asciuga
Ma non sempre è così… qualcuna resta e non va più via.
Neanche a volerlo
Tante cose ho vissuto… troppe
Mi sento vecchio ancora prima di diventarlo
Un vecchio con un gran fuoco dentro e tanta voglia di manifestarlo
Ancora e ancora e ancora
Che poi capita di incontrare la stessa canzone più volte nella vita
ed ogni volta è sempre diversa….
ti lascia sempre qualcosa di diverso…
ti suscita sempre emozioni diverse...
ricordi diversi
sensazioni nuove… ma anche vecchie
sempre diverse
o forse sei solo diverso tu…
chissà…
Difficilmente però mi è capitato che convergessero tre spazi temporali differenti legate alla stessa persona suscitate contemporaneamente e nello stesso momento da una canzone, come adesso
I commodores fanno anche questo…
o forse la persona…
chissà
My love…
perché in realtà c’è il passato… il presente…e c’è pure il futuro… adesso… in questa canzone
quel che era... quel che è... quel che sarà
Because I sho' need you by my side, baby… questo è!!!

In quel momento apparve la volpe.
"Buon giorno", disse la volpe.
"Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
"Sono qui", disse la voce, "sotto al melo…."
"Chi sei?" domandò il piccolo principe, " sei molto carino…"
"Sono la volpe", disse la volpe.
" Vieni a giocare con me", disse la volpe, "non sono addomesticata".
"Ah! scusa ", fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
" Che cosa vuol dire addomesticare?"
" Non sei di queste parti, tu", disse la volpe" che cosa cerchi?"
" Cerco gli uomini", disse il piccolo principe.
" Che cosa vuol dire addomesticare?"
" Gli uomini" disse la volpe" hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso!
Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi le galline?"
"No", disse il piccolo principe. " Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?"
" E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…"
" Creare dei legami?"
" Certo", disse la volpe. " Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi.

Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro.
Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo."
" Comincio a capire", disse il piccolo principe.
" C'è un fiore…. Credo che mi abbia addomesticato…"
"E' possibile", disse la volpe "capita di tutto sulla terra…"
"Oh! Non è sulla terra", disse il piccolo principe.
La volpe sembrò perplessa:
" Su un altro pianeta?"
" Sì"
" Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?"
" No"
" Questo mi interessa! E delle galline?"
" No"
" Non c'è niente di perfetto", sospirò la volpe.
Ma la volpe ritornò alla sua idea:
" La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me .Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio per ciò.
Ma se tu mi addomestichi... la mia vita, sarà come illuminata.
Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri.
Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica.
E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d'oro.
Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato.
Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te.
E amerò il rumore del vento nel grano…"

La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
" Per favore …..addomesticami", disse.
" Volentieri", rispose il piccolo principe, " ma non ho molto tempo, però.
Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose".
" Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe.
" gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"
" Che bisogna fare?" domandò il piccolo principe.
" Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe.
" In principio tu ti sederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino…."
Il piccolo principe ritornò l'indomani.
" Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe.
" Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità.
Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità!
Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore…
Ci vogliono i riti".
" Che cos'è un rito?" disse il piccolo principe.
" Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe.
" E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore.
C'è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io
mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".
Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l'ora della partenza fu vicina:
"Ah!" disse la volpe, "…Piangerò".
" La colpa è tua", disse il piccolo principe, "Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…"
" E' vero", disse la volpe.
" Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
" E' certo", disse la volpe.
" Ma allora che ci guadagni?"
" Ci guadagno", disse la volpe, " il colore del grano".
soggiunse:
" Va a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo".
"Quando ritornerai a dirmi addio ti regalerò un segreto".
Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente" , disse.
" Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre.
Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
" Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. " Non si può morire per voi.

Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli,
ma lei,
lei sola,
è più importante di tutte voi,
perché è lei che ho innaffiato.
Perché è lei che ho messo sotto la campana di vetro,
Perché è lei che ho riparato col paravento.
Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle).
Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere.
Perché è la mia rosa"
E ritornò dalla volpe.
" Addio", disse.
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".
" L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
" E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
" Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.
Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato.
Tu sei responsabile della tua rosa…"
" Io sono responsabile della mia rosa…."
Ripetè il piccolo principe per ricordarselo.
Da Il Piccolo Principe - Antoine de Saint-Exupéry

Sento le voci e vedo i colori
Ma tu non mi crederai
Vorrei spiegarmi e farti capire...Ma
Qualcuno mi legherà
Facciamo festa arriva un nuovo male
Scherzando lo negherai
E l'anticristo vestito da dottore
Di certo lo curerà
Io sono il pazzo che ride
Che dice solo bugie
Salpa la nave
Trasporta il terrore... Sai
Nessuno la fermerà
Io riderò... E' tardi ormai
Sembro un profeta, profeta di sventure
Di certo mi scanserai
Ma non importa io li devo fermare
Qualcuno mi ascolterà
Io sono il pazzo che ride
Che dice solo bugie
L'indifferenza, nasconde il terrore... Sai
Nessuno la fermerà
Io riderò è tardi ormai
Io sono il pazzo che ride
Che dice solo bugie
L'incoscienza aiuta il terrore...Sai
Nessuno si salverà
Io sono il pazzo che ride
Che dice solo bugie
Crescono i fiori del male
dentro al deserto che ho
