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Questo è il libro scritto dal mio amico sirablog
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ne vale veramente la pena
Mi piacerebbe un po’ di stabilità!!
Mi piacerebbe vivere il piacere di tornare a casa la sera!!
Mi piacerebbe riuscire a ridere…ridere…e ancora ridere!!
Mi piacerebbe piangere in un abbraccio senza fine!!
Mi piacerebbe svegliarmi per primo la domenica mattina e scendere in silenzio a comprare la colazione da consumare poi a letto…e passarci tutta la giornata!!
Mi piacerebbe guardare la pioggia da dietro i vetri con la luce spenta!!
Mi piacerebbe poter nascondere sotto il cuscino un Mon Cheri…per vedere spuntare un sorriso!!
Mi piacerebbe giocare a nomi, città e cose la sera tardi sul divano di casa!!
Mi piacerebbe nuovamente riuscire a suonare musica dolcissima capace di accarezzare l’anima!!
Mi piacerebbe sdraiarmi sul tappeto e condividere un bicchiere di vino rosso ed un grappolo di uva…acino dopo acino!!
Mi piacerebbe scrivere pensieri a quattro mani da rileggere poi all’infinito!!
Mi piacerebbe raccontare esperienze e storie…e condividerne le emozioni!!
Mi piacerebbe passeggiare la mattina presto a piedi nudi sulla spiaggia e vedere sorgere il sole!!
Mi piacerebbe mettere sul fuoco l’olio alle mandorle per un massaggio ristoratore!!
Mi piacerebbe sentire l’odore di capelli la mattina presto!!
Mi piacerebbe guidare tutta la notte ascoltando il cd preferito!!
Mi piacerebbe questo ed altro ancora….attendendo invano un segno che non arriva!!
Ciccio aveva gli occhi che gli brillavano quando me ne parlò. Ma ci pensi, diceva, un’eruzione con la colata lavica che arriva a mare!! Pensa alle foto che faremo e pensa anche che non basterà una vita intera per vedere nuovamente qualcosa di simile!! Ma si, in fondo la cosa mi piaceva!! Stare una settimana in giro per un’isoletta piccola in mezzo al mare a dormire sotto le stelle!! Stromboli!!
Partimmo una mattina di febbraio, i nostri 20 anni, i nostri zaini e la voglia di vivere il mondo!!
Sul traghetto incontrammo dei ragazzi francesi arrivati fin qui per vedere la stessa cosa!! E parlammo, ridemmo…liberi, mettendo in comune la nostra voglia di avventura, i nostri panini…ed il nostro fumo!! Passammo insieme la prima notte, in spiaggia, cantando fino all'alba accanto al falò, condividendo tutti nostri sogni da ventenni, le nostre esperienze e la nostra voglia di vita!!
Giselle era bella davvero, e mi parlava di una vita passata a cercare i suoi pensieri e la sua inquietudine in giro per l’Europa!! Parlava di luoghi che aveva visto, di persone che aveva incontrato,… parlava dei suoi sogni, delle sue esperienze, delle sue voglie. E più parlava e più mi perdevo nei suoi profondissimi occhi verdi…che bella che era!! Bella, spregiudicata e dolce nello stesso tempo. Aveva tutto quello che avevo sempre sognato…possedeva quell’aura di trasgressione… quella voglia di avventura che avevo sempre inseguito!! E mi prendeva…e mi prendeva tantissimo!! “You’re awesome” mi diceva ridendo!! Ed io… ”Yes, we may be hidden by rags but we've something the good people will never have”….e gli occhi mi brillavano mentre lo dicevo!! E ci abbracciammo così…teneramente…passando la notte insieme,… curiosi di noi… fumando davanti ad un falò in riva al mare e come tetto… un cielo limpido e stellato di una bellezza mai vista prima!!
Non è un buon momento…non lo è davvero!!
Non lo è per un milione di motivazioni possibili ed impossibili!! Non lo è perché forse sono arrivato a quello stadio della vita in cui si tirano somme e si fanno verifiche…e quello che vedo è solo plastica!! Ecco…se potessi descrivere la mia vita in una sola parola, esclamerei senza ombra di dubbio “plastica”!! Una vita di plastica… con incontri di plastica… pensieri di plastica… affetti di plastica… solo plastica insomma!!
Perché succedono cose… e succedono sempre nei momenti sbagliati!!
Io non sono un “bravo ragazzo”…. non lo sono mai stato!! Li vedo i “bravi ragazzi”… quelli con il sorrisino stampato sul viso… quelli che vanno a messa la domenica …. quelli che non posteggiano la macchina in doppia fila… quelli che posano i calzini bianchi nel cassetto dei calzini bianchi ed i calzini colorati nel cassetto dei calzini colorati!! Quelli che fanno sesso una volta alla settimana in modo “non eccessivo”…. e si sentono appagati lo stesso!! Quelli che si sposano con la propria vicina di banco delle elementari e sono convinti dell’amore che provano, non avendo l’esigenza di verificare il contrario!! E sono loro quelli della pasta al forno della domenica!!
Li vedo si…li vedo e li invidio!!
Perché a me manca quel loro senso di tranquillità che rasserena le cose e le fa sembrare belle…. Quel loro senso di tranquillità che fa sembrare felice il momento anche se non lo è!!
Banale forse... ma felice!!
Sono inquieto io!!
Inquieto e maledetto!!
Oggi mi sento così....
Mi stupisco ogni giorno per quello che dice, per quello che fa, per come lo dice e per come lo fa….per la donna che sta diventando!! Ma io sono di parte, il mio giudizio conta solo per me!!
Ricordo quei giorni di trepidante attesa…come sarà, cosa le dirò, quante cose faremo insieme…! Sognavo ad occhi aperti.
Ricordo tutto di lei, il primo sorriso, la prima parolina, i primi passi incerti e vogliosi di conquistare il mondo per lei sconosciuto ed estremamente affascinante. Ma anche i primi malori e le nottate in bianco per controllare la regolarità del suo respiro. L’emozione intensa, quasi da enuresi, quando per la prima volta la sua bocca pronunziò quella parolina magica da me tanto agognata….papà!
E’ tutto scritto, in maniera indelebile, nella lavagna dei miei ricordi più belli.
Lei mi ricambia, adora stare con me, adora le mie carezze, la mia voce tranquillizzante nella penombra, quando la veglia cede il passo al sonno, quel posto magico ed incantato popolato solo dagli affascinanti abitanti dei suoi sogni. Ed io le parlo di paesi lontani e misteriosi, dove il male soccombe sempre al bene per opera di eroici cavalieri e bellissimi principi coraggiosi e leali che hanno tutti lo stesso volto….il mio!!
Le mie dita si perdono tra gli innumerevoli labirinti dei suoi capelli, i miei polpastrelli le donano il più dolce dei contatti, vibrazioni, relax, protezione…..sentirsi amata!!! Mi sento felice quando la sento cercare nel letto le posizioni più…combacianti. Avvolgente tenerezza!
Verrà il giorno però, in cui tutto questo non avrà più senso, sarà solo un lontano ricordo che affiorerà nei momenti più tristi, quando si avrà nostalgia dell’infanzia e del senso di protezione che questa porzione di vita spesso regala.
Chissà come sarà sentirla rientrare tardi la sera… come sarà estenuante e preoccupata la mia attesa… come sarà difficile e spero gradito fingere di dormire per non chiederle il motivo di quell’ora tarda. Chissà le paure, chissà le ansie. Come capisco ora quello che provava mio padre allora!
Chissà se saprò mai dirle….grazie di esserci!!
Il fatto è che le parole mi piacciono… mi piace il loro suono… la loro melodia… e mi piace come, a volte, riescono ad esprimere concetti astratti, …pensieri, …emozioni!!
Le mie!!
E questo voler esprimere le parti più profonde della mia follia, …i miei desideri più nascosti, così ..… candidamente, ....… con il sorriso dell’incoscienza, spesso, … determina la mia schiavitù!!
Parole, …parole che creano immagini, …che esprimono curiosità, …... che comunicano interesse…
......che continuano a dire insistentemente....
“tu mi piaci, … mi incuriosisci, …c’è qualcosa in te che mi cattura…”, …parole che riempiono “spazi” e …. parole che creano “vuoti”!!
Ed io ci gioco… le mastico e le rimastico… le plasmo e le modello, ma, a volte, la loro modulazione sottile… il loro voler essere “carezza”, …il significato che assumono… beh... spaventa chi le riceve!! Ed invece di essere la più sensuale delle “danze”, …queste delicate parole diventano solo “catene”... le mie!!
Maledette parole!!
Spesso non riesco a capire il perché delle cose!! Niente sembra avere senso…a volte!! Perché tutto ciò che potrebbe essere facile, lineare, logico diventa invece irrimediabilmente complicato?? Perché??
Il doversi confrontare continuamente con “l’impossibilità della ragione”, vera essenza dell’inferno su questa terra, diventa logorante…assurdo!!
Confluiscono tante energie negative che attaccano l’individuo…troppe!!
Qual è la difesa??
Come si può resistere??
Il tempo passa…lento,… inesorabile…non risparmia nessuno!! Uno dopo l’altro, lentamente, granelli di sabbia spietata riempiono la terribile clessidra della nostra vita!! Ed ogni maledetto granello contiene le esperienze, i dubbi irrisolti e le domande spesso illogiche che ognuno ha dentro…sempre più irrisolte…sempre più dentro… inside!! Come si fa ad arrivare indenni alla porta di transito,… al dazio che separa la dimensione terrena da quella “dimensione altra” il cui passaggio, comunemente, viene chiamato “morte”??
E quali terribili introspezioni accompagneranno il momento del mio trapasso??
Oh cazzo….
Ho di nuovo bevuto troppo!!
La gente la fuori era tanta. Dal palco sentivo il loro brusio, il vociare, le risate, le grida!! Nell’aria c’era un odore come di erba bruciata. Infatti era proprio erba…come quella che avevamo fumato poco prima!! E ci sentivamo leggeri…e volevamo emozioni…e volevamo esprimere note… musica…poesia…rabbia!! Cazzo…e se mi dimentico quel passaggio…”Biagio mi raccomando, al mio blues vacci forte con il basso”….ed io tra me e me, Danny… non devo sbagliare…devo fare volare le dita…sparare il distorsore al massimo….e devo darci dentro con il pedale wa wa…e poi frasi veloci!! Che ansia!! Ed intanto l’erba saliva...e come saliva!! Quanto manca?? “Ok Danny…quando vuoi!!”, dice il tizio del service!!
Si spengono le luci…e c’è solo un brusio di gente in attesa!! Raggiungo a stento la mia postazione…cazzo quest’erba!! Ho esagerato come al solito!! Attacco la mia Fender Stratocaster all’amplificatore Marshall… four, two, one, zero… Ecco che attacca Nando con una scarica di batteria…siii…eccomi…e la mia chitarra comincia a piangere… e ad ogni virtuosismo sento la gente gridare…e le mie dita volano…veloci… sempre di più… e non capisco più nulla…non esiste più tempo…non esiste più spazio… e godo….cazzo come godo…. contouno, contodue, contotre…”There must be some kind of way out of here," said the joker to the thief, There's too much confusion, I can't get no relief”….come Jimi….. e mi sento libero…e le mie dita volano…le distorsioni fanno piangere la mia chitarra…ed io con lei!!
Catania in inverno è carica di mille colori. Il cielo di un azzurro chiaro molto intenso è macchiato a volte da piccoli batuffoli di nuvole bianche dai contorni irregolari e dalle forme strane, lasciati quasi sbadatamente da nuvoloni di passaggio andati ad inscurire ed irrigare territori lontani.
Il sole lentamente si fa strada sull’aria bianca e fredda del mattino, accarezzando con il suo tepore e la sua luce calda i sontuosi ed eleganti palazzi del centro storico. Queste maestose costruzioni principesche fatte con blocchi di lava nera, alternati a bianchi marmi pregiati, donano alla città quell’aspetto elegante di un’aristocrazia d’altri tempi. Quale sublime armonia delle forme! Gli stessi blocchi di lava che dalla fabbrica della natura furono portatori di distruzione e morte, sono divenuti, plasmati dalle mani sapienti di uomini antichi, mezzi di fertile ricostruzione, consentendo alla città di riedificarsi sui suoi mille spettri di storia passata, in un perfetto e sublime stile barocco.
Su tutto sovrasta imperiosa la sommità dell’Etna con il bianco tenue della neve fresca, maculata qua e là da ombre velate e scure, ricordi di colate laviche ormai passate. Qualche sbuffo di fumo nero si alza nel cielo per altezze incalcolabili, ricordando alla città la vivacità della sua natura sempre attiva.
Il tempo sembra scorrere lento per la gente che passeggia lungo la via principale, quasi che inciampi tra le basole di lava scura del fondo stradale, in quella via Etnea che taglia orizzontalmente la città congiungendola direttamente al Mongibello, altro nome dell’Etna, amico e nemico allo stesso tempo; che fa paura, ma che dà anche un senso di sicurezza, quasi fosse il gigante buono delle favole raccontate dai nonni. Forse perché la sua lenta lava assassina che distrugge tutto quello che incontra lungo la strada, porta anche tanto benessere fertilizzando il terreno con i minerali e l’humus vitale di cui è composta donando ai contadini magici frutti dai colori sgargianti e deliziosi sapori.
Io guardo tutto questo e mi sento a casa. Amo il vociare cantilenato dei mercanti della pescheria che sembrano cantare canzoni senza tempo, tramandate, chissà come, da antichi mercanti arabi di cui il ricordo si è ormai perduto nella notte dei tempi. Le loro appetitose mercanzie ittiche, esposte con arte e maestria sulle bancarelle umide e fresche, rendono tutto molto suggestivo, quasi surreale.
Seduto davanti ad un elegante tavolino di un bar del centro in compagnia di un negroni, una biro ed un pasticciatissimo foglio di quadernone, scrivo queste righe cercando di fermare i sentimenti, le emozioni che come schegge impazzite mi flagellano l’anima. La gente passa e mi guarda sospettosa. Non capita tutti i giorni di vedere un tizio che scrive ancora a mano, facendo danzare la penna su di un foglio di carta.
E’ difficile ed arduo scrivere sui sentimenti, ma questa è la sola modalità che conosco per esprimerli. La mente viaggia leggiadra su autostrade sconosciute, su percorsi paralleli frutto di tanti ricordi, di tanti sogni. Si riaffacciano fantasmi del passato; volti noti e suoni familiari.
La memoria mi proietta indietro nel tempo, come una foglia sbattuta dal vento in una notte di tempesta verso dimensioni parallele e luoghi abitati dalle proiezioni del mio io subcosciente. Emozioni forti che non posso controllare. O forse semplicemente non voglio. Che triste felicità!
Ricordo come mi stava stretta questa città allora, la voglia che avevo di esplorare, la necessità di abbattere i muri, di superare limiti e confini. Com’ero romantico a vent’anni!
Seduto sulla punta del molo, Tony si perde con lo sguardo all’orizzonte di quel mare nero, in una penombra apocalittica… lui! 70 anni e la maggior parte passati al timone di una barca, con il sale che gli brucia le rughe lasciate dal tempo e che logora il suo berretto di lana blu, unico superstite delle mille tempeste degli anni lontani.
Guarda e pensa, ma cosa pensa….cosa guarda…….!!!
Il mare può essere la porta della percezione, può essere angoscia, tristezza, ma anche malinconia, desiderio, passione.
Sposta lo sguardo sulla risacca; la sua barca capovolta ed ormai in disuso……; la compagna di mille avventure è ormai la compagna di ricordi. Assurda malinconia!!!
C’era un tempo però….. si un tempo in cui Tony imprecava contro il mare che gli mandava onde altissime, necessità di vivere, di portare a casa di che vivere, e respirava aria e sale che gli bruciavano la gola, gli facevano appassire il sorriso. Lui che aveva il sorriso forte, con i denti bianchi e duri…… nostalgia dei ricordi!!!
Ci si chiede spesso il perché delle cose…..si cerca di carpirne il senso……perché si nasce, perché si vive quasi distrattamente; da giovani si ha tanto tempo…..troppo……e quindi anche il lusso di sprecarlo…..ma da vecchi no!! Ogni minuto, ogni secondo che passa velocemente si vorrebbe acchiappare, si vorrebbe fermare…nell’angoscia che potrebbe essere l’ultimo….!!!
Tony non si chiede nulla; guarda il mare e la testa gli si svuota. Maledetto mare! Maledetta vita! Maledetto io!
Andavo spesso in quel porticciolo, mi sedevo e guardavo lontano, guardavo Tony…..mi incuriosiva!
Un giorno come tanti altri però, andai lì…e lui non c’era! Chiesi a qualcuno in un bar allestito dentro un prefabbricato dove non conviene entrare…..fascino della trasgressione!!!
E’ successo così, quasi per caso…non se ne è neanche accorto!
Chissà a che cosa pensava! Chissà se pensava!
Sulla punta del molo ora non c’è più nessuno….no! Guardo e c’è un ragazzo. Un ragazzo molto giovane dai lineamenti duri, la pelle abbronzata, i denti bianchi e forti! Impreca contro il mare, ma nel suo sguardo…..nel suo sguardo…….La vita ricomincia!!!